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Giave spedisce a Cagliari la “pratica zona franca”

La sindaca: «Ecco documenti e delimitazione. Aspettiamo un mese e poi scriveremo al Governo»

GIAVE. Mentre il Governo approva l’ordine del giorno presentato dai Fratelli d’Italia sull’attivazione della zona franca in Sardegna, per il momento più una dichiarazione d’intenti che una vera e propria promessa, nell’isola c’è chi si porta avanti con il lavoro. Nei giorni scorsi il Comune di Giave, la cui sindaca Maria Antonietta Uras all’inizio dell’anno si era fatta portavoce di una battaglia delle accise sul carburante, ha fatto un altro passo avanti verso la istituzione di una mini zona franca nel territorio comunale. Questo, annunciano in municipio, dopo avere raccolto il parere di un team di esperti giuristi e avvocat, tributaristi ed esperti nelle materie fiscali. «La sindaca Uras ha infatti trasmesso ulteriori documenti alla Regione – si legge in una nota – per rafforzare l’azione tesa al riconoscimento della zona franca nel territorio del Comune di Giave». «Nello specifico – spiega la sindaca Uras – si tratta delle cartine contenenti le delimitazioni con i confini del territorio da destinare a zona franca, dell’elenco imprese operanti sia in zona Pip all’interno del centro abitato e dell’elenco imprese che intendono localizzarsi nella istituenda zona franca». Allegata alla documentazione c’è anche c’è anche la bozza di regolamento contenente il regime giuridico dell’istituenda zona franca.

Maria Antonietta Uras e la sua giunta insomma tirano dritti. «Non potrebbe essere altrimenti – commenta la prima cittadina del centro del Meilogu –. Ricordo che il 14 marzo 2018 il Consiglio comunale aveva approvato la delibera con cui si chiedeva alla Regione Sardegna di procedere con la delimitazione del territorio di Giave da costituire in zona franca, da proporre al Governo ai fini dell’emanazione dell’apposito documento di istituzione da inviare all’Unione Europea .

Nel comunicato alla Regione, Giave fa riferimento ai termini perentori previsti dalla normativa vigente legge 241/90. «Trascorso, inutilmente il termine dei 30 giorni – annuncia Maria Antonietta Uras – questa amministrazione provvederà ad interfacciarsi direttamente con il governo centrale al fine di ottenere in tempi brevi quanto già richiesto alla Regione Sardegna» .

Emidio Muroni