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Trent’anni di progetti, battaglie e burocrazia

Il travagliato iter di un “sogno” nato dall’idea del nulvese Nuccio Cargiaghe a metà degli anni ’80

NULVI. L’idea progetto della “Strada dell’Anglona” nasce nella seconda metà degli anni 80 del secolo scorso con ottime motivazioni e oculate scelte strategiche, togliere dall’isolamento il territorio dell’Anglona da sempre penalizzata da una viabilità anacronistica e inadeguata e collegare più agevolmente il capoluogo sassarese con le terme di Casteldoria, di proprietà della Provincia di Sassari che voleva rilanciarle e valorizzarle.

Il progetto. Ispiratore e artefice del progetto era l’allora assessore provinciale alle Finanze Nuccio Cargiaghe, nulvese, scomparso qualche anno fa, che si batté con tutte le forze per trovare le risorse necessarie. Il primo elaborato progettuale era forse troppo avveniristico con un mega viadotto che saltava di netto la depressione creata dal rio Mannu connesso ad un tunnel che sbucava ai piedi del centro abitato di Nulvi. Da qui la strada sarebbe poi proseguita verso Sedini e poi verso la valle del Coghinas.

I primi intoppi. Dopo alcune vicende burocratiche legate alla presenza di emergenze archeologiche nel primo tratto stradale i lavori per della nuova strada poté partire e nei primi anni 90 venne realizzato il primo lotto, il tratto Sassari-Osilo, che si concludeva all’incrocio della strada provinciale 72 Osilo - San Lorenzo - Sennori. Sin qui tutto bene ma una volta conclusi i lavori si innesca un intricato iter legato al reperimento delle nuove risorse divenuto nel frattempo più difficoltoso.

Le risorse. Risorse (27 miliardi di lire) che dopo lunghe vicissitudini arrivano finalmente nella seconda metà degli anni 90 quando la Giunta regionale decide di finanziare l’opera attraverso i fondi Cipe. I tempi tecnici però si allungano, compresi quelli dovuti alla revisione del progetto che nel frattempo viene concepito con una soluzione meno impattante sull’ambiente e con la scelta di realizzare due viadotti contigui per evitare il mega viadotto e il tunnel, ormai non più proponibili, ma dopo qualche anno si arriva alla prima gara d’appalto.

Si esulta. L’Anglona e in particolare i nulvesi esultano ma una volta iniziati i lavori l’impresa appaltatrice, la Igeco, è costretta a lasciare creando una situazione burocratica e poi anche giudiziaria piuttosto ingarbugliata. Nel frattempo i costi dell’opera lievitano sempre più e il rischio che la strada diventi una delle tante incompiute italiane si fa sempre più concreto. La strada diventa una vera ossessione e non c’è appuntamento elettorale, comunale, provinciale, regionale e nazionale, dove quest’opera non sia uno dei temi portanti se non quello più importante e gettonato.

Il comitato. Si muove anche la gente comune e nasce il comitato di cittadini “Strada Anglona Subito” che promuove flash mob, manifestazioni di protesta e persino simpatiche provocazioni per smuovere la volontà politica e accelerare l’iter. Così si arriva al nuovo appalto all’impresa Ifras ma soprattutto al finanziamento di ulteriori 3 milioni di euro attraverso Piano regionale delle Infrastrutture e si giunge in tempi rapidi alla definitiva conclusione dei lavori e alla consegna della strada che avviene ufficialmente il 5 febbraio scorso con una vera e propria festa di popolo a Nulvi alla presenza delle massime istituzioni e del commissario straordinario delle Provincia Guido Sechi a tagliare il nastro insieme ai sindaci di Nulvi e Osilo.

I costi. Il lotto Osilo –Nulvi, che nelle schede di spesa comportava i maggiori impegni finanziari è costato 23 milioni e 661mila euro ma ulteriori 5 milioni e 200mila sono già impegnati per la realizzazione della circonvallazione ad ovest di Nulvi che collegherà la nuova strada alla provinciale 17 per Tergu.