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Disoccupati e imprese fanno rete

Nasce Sportello lavoro, con l’aiuto dei Comuni i consulenti faranno incontrare domanda e offerta

SASSARI. Una mano tesa ai disoccupati e un occhio alle imprese con il supporto dei Comuni e il plauso delle associazioni di tutela dei lavoratori. Si chiama “Sportello lavoro” e l’iniziativa, che favorisce l’incontro domanda-offerta, potrebbe presto partire anche a Sassari.

Il progetto, nato in Sardegna, ma già attivo in altre regioni della penisola, è stato illustrato ieri mattina durante il convegno sulle politiche del lavoro organizzato nella sala Angioy della Provincia dall’associazione progetto Lavor@bile in collaborazione con la federazione italiana per il superamento dell’handicap. Un programma innovativo che vede protagonisti i consulenti del lavoro che, attraverso la loro fondazione nazionale, si candidano a diventare l’anello di congiunzione tra disoccupati, aziende, comuni e mercato del lavoro.

«Presentandosi ai nostri sportelli – ha spiegato a margine dei lavori, Giuseppe Oggiano, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro per la provincia di Sassari – il disoccupato trova un collega esperto che non si limita a fornire informazioni per trovare lavoro, ma propone un colloquio conoscitivo finalizzato a individuare le sue competenze con l’obiettivo di redigere un curriculum che viene poi inserito su una banca dati collegata opportunamente con le aziende, i Comuni in questa fase hanno un ruolo determinante, mettendo a disposizione una sede per favorire l’incontro».

Il progetto, già avviato con successo nei comuni di San Teodoro, Calangianus e Oristano, è stato sposato dall’associazione progetto Lavor@bile da anni impegnata per dare voce agli oltre 37mila disoccupati disabili presenti in Sardegna. Durante i lavori del convegno, la presidente Ermelinda Delogu ha fatto il punto sulle difficoltà di applicazione della legge 68 a circa due mesi dal partecipato sit-in organizzato a Cagliari ad aprile, sotto gli uffici del Consiglio regionale. «Abbiamo già da tempo presentato una piattaforma in dieci punti – ha spiegato la presidente Delogu - sottoscritta da associazioni e sindacati e spedita via pec al governatore Pigliaru all’assessore Virginia Mura e al direttore dell’Aspal, ma non abbiamo mai avuto risposta».

Tra le rivendicazioni della proposta, la creazione di un osservatorio regionale che raccolga i dati relativi alla normativa di settore e che vigili sulla relativa applicazione, ma anche il divieto di attivare altri tirocini nelle aziende che ne hanno già usufruito e che nel frattempo non hanno fatto nuove assunzioni. Ancora, la creazione di un organismo di controllo dedicato alla verifica dei bandi di concorso che non prevedono la quota riservata ai disabili. Secondo la denuncia di Ermelinda Delogu, attualmente, nell’amministrazione pubblica in Sardegna sarebbero 464 i posti liberi non coperti da lavoratori disabili e per affrontare il problema basterebbe seguire alla lettera la legge 68. «Qualcuno ha detto che si tratta di una norma vecchia e lacunosa – incalza Delogu – al contrario va benissimo, ciò che manca è la volontà politica di applicarla». Deludenti anche i dati snocciolati dal consulente del lavoro Mario Rigoldi: nel 2017 sono stati 331 i nulla osta che corrispondono ad altrettante assunzioni e 187 nei primi cinque
mesi del 2018. «L’alternativa all’assunzione – ha spiegato Rigoldi – sono le convenzioni con privati, ma anche in questo caso non parliamo certo di cifre importanti se si calcola che nei primi cinque mesi di quest’anno sono state stipulate 94 convenzioni e 128 assunzioni programmate».

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