«Sirio, bisogna tornare al passato»

Confcommercio entra nel dibattito sul percorso della metropolitana leggera

SASSARI. Continua il dibattito sul tracciato della metropolitana di superficie, in attesa del doppio appuntamento di questa settimana, che si annuncia risolutivo: il consiglio comunale di domani nel quale si approverà un odg che dà al sindaco pieno mandato per “difendere” l’arrivo a Li Punti del tram-treno, e il vertice in Regione mercoledì al quale Sanna porterà la proposta di mediazione all’assessore Careddu e ai vertici dell’Arst. Ma la “terza variante” individuata da Palazzo Ducale (in sostanza percorso uguale fino alla 131, ma stop al ponte e Sirio che svolta a destra costeggiando la Statale e arriva a Li Punti), non piace a tutti. Sicuramente non all’”inventore” di Sirio, l’ingegnere Giuseppe Fiori, autore anche del piano urbano della mobilità, approvato nel 2007. E, a quanto si apprende da una nota inviata ieri, nemmeno a Confcommercio. L’accusa è di aver abbandonato l’idea originaria, che prevedeva l’utilizzo della linea ferroviaria esistente per far marciare Sirio, e non la creazione di un percorso alternativo, giudicato addirittura dannoso.

«Confcommercio ritiene doveroso contribuire al dibattito in corso sulla realizzazione del secondo lotto della metropolitana di superficie – si legge nella nota dell’associazione –. Per dare risposte in maniera “organica”, a suo tempo il Piano urbano della mobilità di area vasta, anticipando i tempi, individuò la soluzione nella trasformazione delle infrastrutture ferroviarie a scartamento ridotto presenti nell’area in metro-tranvie, con tutti i vantaggi derivanti da tale scelta. Il Piano in questione - assolutamente innovativo anche nel panorama nazionale - si proponeva di dare risposte a due problemi ancora oggi presenti: la possibilità di garantire il trasporto di grandi volumi di utenti (da e per la città) rapidamente, con un impatto ambientale ridotto e senza la necessità di dare vita a grandi interventi (anche in termini economici) infrastrutturali. Si tratta di un Piano - approvato dal Consiglio comunale nel 2008 e condiviso da Confcommercio - che ha il pregio di affrontare in maniera organica il problema della mobilità di area vasta fornendo risposte coerenti con le esigenze ed a costi accettabili. Confcommercio nel ribadire l’assoluta validità del Piano a suo tempo approvato dal consiglio comunale, chiede che sia lo stesso Consiglio a fare
le opportune valutazioni sulle possibili varianti proposte e non altri soggetti che, per quanto rispettabili sotto il piano tecnico, non possono decidere su materie come quella della pianificazione strategica, le cui scelte avranno un inevitabile impatto sul futuro delle comunità locali».

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