Una casa per ricominciare dopo il carcere

Inaugurato a San Giorgio il centro di accoglienza per detenuti intitolato a don Graziano Muntoni

SASSARI. Una lezione sul perdono ha inaugurato il nuovo corso della Casa d’accoglienza per detenuti del Centro salesiano di San Giorgio a Sassari. L’hanno data Caterina Muntoni - sorella di don Graziano Muntoni assassinato il 24 dicembre del 1998 a Orgosolo - l’arcivescovo di Sassari Gian Franco Saba e il professor Alberto Merler. Il Centro, recentemente ristrutturato, si presenta a con un messaggio chiaro: chi è stato in carcere ha diritto al perdono e al reinserimento. E la scelta di intitolare la struttura alla memoria del sacerdote originario di Fonni va in questa direzione.

Oltre centocinquanta persone hanno partecipato all’inaugurazione del servizio di accoglienza per detenuti in permesso premio, detenzione domiciliare, arresti domiciliari, affidamento al servizio sociale, detenuti scarcerati e senza dimora che hanno necessità di organizzarsi per rientrare nelle loro sedi di origine. La direzione è curata dal cappellano del carcere don Gaetano Galia, insieme a tre suore dell’Istituto delle Poverelle di Bergamo del Beato Luigi Palazzolo. «La comunità risponde alle esigenze di chi, non avendo un’abitazione o una famiglia di riferimento, ha necessità di ripartire dopo la detenzione – spiega don Gaetano.É stata voluta dalla Diocesi di Sassari, attraverso l’attività dell’ufficio diocesano per la Pastorale carceraria» .

«L’obiettivo – prosegue don Gaetano - è rendere coscienti le persone ospitate che nulla viene regalato e che nella vita tutto si conquista con fatica e sacrificio. Inoltre un elemento importante è che col volontariato ci si rende utili alla società, ripagando un danno sociale, fatto nel passato».

La comunità opera già da cinque anni. Il Centro può accogliere sino a 14 detenuti, uomini e donne. «La convinzione è che l’educazione mista sia sicuramente più complessa – conclude don Gaetano – ma la riteniamo più ricca e naturale. E nella vita le sfide sono alla base qualità del servizio educativo. La Comunità è aperta a persone di qualsiasi religione e nazionalità, è questo è un altro punto di forza
molto importante».

Uno degli obiettivi graduali da raggiungere è l’inserimento lavorativo retribuito dei soggetti ospitati, elemento fondamentale per un vero recupero della persona. Oggi non è facile l’attività imprenditoriale, ma rimane un punto d’arrivo basilare.



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