«Non separatemi dal mio bambino»

Figlio di 2 anni conteso, la mamma ai giudici: non possiamo tornare in Francia

SASSARI. Da una parte un neuropsichiatra infantile (Roberto Polano) che descrive il grave trauma psicologico che un bambino di due anni potrebbe subire in seguito al distacco dalla propria madre e allo sradicamento dal paese nel quale vive ora. Dall’altra un decreto esecutivo del tribunale per i minori di Sassari che dispone il rientro immediato in Francia del piccolo. Il bimbo era stato portato a Ossi dalla mamma che aveva interrotto la relazione con il suo compagno francese: è la storia, insomma, di un bimbo “conteso” da due genitori. Ieri mattina, in tribunale, si è tenuta l’udienza per discutere la richiesta di sospensiva del decreto esecutivo presentata dall’avvocato Antonio Secci, che assiste la mamma del piccolo. La 29enne di Ossi si era trasferita in Francia con il suo compagno conosciuto all’Università di Sassari e dopo qualche anno di fidanzamento avevano deciso di avere un figlio. Subito dopo erano emersi i primi contrasti di coppia e i due si erano separati. Il tribunale della famiglia di Nimes aveva disposto l’affidamento condiviso del piccolo dando la possibilità alla mamma di portarlo a vivere con lei. Ma vietandole, allo stesso tempo, di lasciare la Francia. Disposizione che la donna non ha però rispettato.

«In mancanza della volontà della madre – ha spiegato Secci – non è mai esistita l’esecuzione di un trasferimento di minore. La convenzione dell’Aja tutela proprio l’interesse dei minori. Non si sta parlando di un pacco postale. Lei in Francia non avrebbe un lavoro, sarebbe isolata, quali garanzie darebbe a suo figlio?». Da qui la richiesta al tribunale per la nomina di un perito che verifichi la relazione del neuropsichiatra Polano. Richiesta alla quale si è associata la pm Luisella Fenu che in subordine ha chiesto che in sede di esecuzione venga ipotizzata una mediazione tra le parti. In aula erano presenti entrambi i genitori. Il padre, assistito dall’avvocato
Giuseppe Onorato, ha detto di esser pronto a portare via il bambino e che le eventuali trattative devono essere fatte in Francia. Il legale ha ribadito ai giudici – che si sono riservati sulla richiesta di sospensiva – che c’è un provvedimento del tribunale e, come tale, va rispettato.

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