l’interrogazione 

Peru: «Le guardie mediche in condizioni da terzo mondo»

SASSARI. La situazione di disorganizzazione e inefficienza delle guardie mediche approda in consiglio regionale. A mettere a fuoco uno scenario di totale sbando dei piccoli presidi è il...

SASSARI. La situazione di disorganizzazione e inefficienza delle guardie mediche approda in consiglio regionale. A mettere a fuoco uno scenario di totale sbando dei piccoli presidi è il vicepresidente del consiglio Antonello Peru. Gli episodi citati dall’esponente di Forza Italia sono numerosi. Una visita medica sospesa perché sono mancati i guanti sterili. Impossibile avere da subito altri accessori disponibili. Non ci sono neppure i farmaci essenziali in un presidio sanitario: ad esempio l’antistaminico iniettabile. E ancora: i frigoriferi, che consentirebbero di conservare alcuni medicamenti termolabili, sono praticamente inutilizzabili. I ferri chirurgici sono vecchi e arrugginiti.

Insomma, brutte sorprese nelle strutture del nord Sardegna che accolgono le guardie mediche turistiche. Dove non mancano anche i disservizi tecnici: la linea internet assente rende impossibile ogni prescrizione sanitaria. Diversi gli apparecchi guasti ed inutilizzabili.

Tutto questo, nero su bianco in una interrogazione urgente depositata negli uffici cagliaritani.

«E’ preoccupante che, come già denunciato gli scorsi giorni, sia ancora chiusa la guardia medica stagionale a Platamona – dice Antonello Peru – A Porto Rotondo i lavori di ristrutturazione hanno prodotto delle lungaggini nell’attivazione del servizio. E, nelle strutture aperte, sono continue le proteste degli operatori sanitari per la carenza degli strumenti».

Il rappresentante degli azzurri si rivolge all’assessore alla sanità Luigi Arru e al direttore dell’Ats Fulvio Moirano: «Non si può razionalizzare la spesa sanitaria sulla pelle dei cittadini – rimarca – con i bagnanti che si rivolgono negli ambulatori per le cure, costretti a rinunciare alle visite per la mancanza degli accessori fondamentali per i medici».

Disagi anche nelle sale d’attesa dei presidi, con i condizionatori in tilt.

«Un quadro da terzo mondo, che fa infuriare pazienti e camici bianchi. In alcune strutture i medici della continuità assistenziale hanno dovuto fronteggiare la mancanza di guanti sterili, con l’impossibilità
di effettuare una visita – conclude Peru – E’ una situazione inaccettabile. Non è possibile ridurre la spesa sanitaria a discapito dei servizi essenziali. E’ incomprensibile aprire i presidi, con un costo per gli operatori sanitari, senza fornire gli strumenti adeguati per il servizio».

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