Allarme di Legambiente, un virus sta uccidendo le nacchere

Situazione drammatica a Porto Conte e Tavolara

Alghero. Il convegno di Legambiente su alghe e spiagge è stato l’occasione per lanciare un vero e proprio allarme: le pinne nobilis, comunemente dette nacchere (nyàcara in algherese), stanno morendo. Almeno quelle di Porto Conte e di Tavolara.

Una delle specie simbolo dei nostri mari, che abitualmente cresce e si alimenta nelle praterie di posidonia, quelle del golfo di Alghero sono tra le più vaste del Mediterraneo, sarebbe stata colpita da un’agente patogeno. Una volta tanto non sono il bracconaggio, l’inquinamento o una gestione approssimativa dell’area marina protetta di Capo Caccia le cause. Il presidente di Legambiente, Reoberto Barbieri, ha sottolineato che: «I bivalvi sono apparentemente vivi, appena socchiusi e fissati al fondo nel loro ambiente di posidonia, ma molti esemplari sono morti. Inoltre stanno morendo soprattutto gli esemplari adulti mentre sono sempre di più degli individui giovanili, con conseguente basso ricambio generazionale».

L’esperto naturalista ha segnalato che anche nel mare di Olbia, nell’area Marina Protetta di Tavolara, sta accadendo la stessa cosa. «Occorre – ha detto – intervenire subito per capire le cause della moria e per attuare, se possibile, azioni di contrasto. Sarebbe inoltre necessario uno scambio di informazioni tra i ricercatori della comunità scientifica per meglio comprendere la portata geografica del fenomeno».

Il convegno di Legambiente aveva per riferimento le spiagge e l’annoso problema della posidonia spiaggiata. All’incontro hanno partecipato anche Stefano Visconti per il consorzio turistico Riviera del Corallo e Bruno Costantino come vice presidente provinciale sindacato italiano balneari.

Dopo aver ricostruito la storia degli interventi avvenuti nella rada del Golfo di Alghero, Barbieri ha evidenziato che «i banchi di posidonia spiaggiata aiutano a proteggere i litorali dalle mareggiate invernali, ma soprattutto nelle zone in erosione, non in quelle di accumulo».

Dopo aver auspicato il recupero della fruibilità della spiaggia di San Giovanni ha ricordato che anche quest’anno, dalla analisi dei tecnici di Goletta Verde, le acque del canalone (ma non quelle del mare antistante) sono risultate fortemente inquinate. È perciò evidente che in questo collettore si inseriscono scarichi abusivi di privati. Il problema può essere risolto solo a monte, con il rilancio di questi reflui verso il depuratore.

Dal convegno è giunto un suggerimento pratico:

curare tutto l’anno lo stato di salute del posidonieto della rada, rimuovere, con semplici sorbonature poco costose, gli strati di foglie morte che si depositano annualmente davanti alle spiagge. Per le zone di stoccaggio infine sarebbe utile un accordo con la Regione per la loro rimozione.

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