Foto hot su Facebook, legame a tre e ricatti: assolta coppia di Ittiri

Marito e moglie erano finiti a processo per tentata estorsione. Un 40enne di Ossi li aveva denunciati dopo una relazione

SASSARI. Il triangolo no, non l’aveva proprio considerato un 40enne di Ossi che dalla chat bollente su Facebook - e la conoscenza prima virtuale e poi reale con una 35enne di Ittiri - si è ritrovato in poco tempo a doversi difendere dalle richieste di denaro sempre più insistenti, prima da parte di lei e poi anche del marito, entrato anche lui in qualche modo a far parte della strana liaison.

La coppia, dopo un periodo di frequentazione con il 40enne di Ossi, sarebbe passata alle minacce nei suoi confronti, quando l’uomo - stanco della situazione - avrebbe improvvisamente smesso di elargire somme di denaro agli “amici” conosciuti in chat.

«Se non continui a pagare - avrebbero scritto con insistenza i coniugi di Ittiri al 40enne - pubblichiamo su Facebook alcune foto compromettenti che ti ritraggono».

L’uomo aveva prima lasciato perdere e deciso di rivolgersi ai carabinieri per sporgere denuncia solo dopo aver subìto un grave atto intimidatorio. Una notte di tre anni fa la sua auto aveva preso fuoco e lui aveva immediatamente collegato quel fatto alle minacce ricevute via messaggio dall’ex amica della chat bollente e dal marito di lei.

Così si era recato in caserma e durante la denuncia aveva raccontato ai militari di quella strana relazione, nata prima come legame virtuale con una donna sposata di Ittiri e poi diventata una frequentazione vera e propria. Prima solo con la 35enne e successivamente anche con il marito di lei.

Ai militari l’uomo aveva anche mostrato i messaggi che provavano la tentata estorsione da parte dei due ittiresi. Così dopo le indagini e il rinvio a giudizio si era arrivati a un processo. Ma in aula, davanti a giudici e avvocati, le prove della tentata estorsione sono venute a mancare. La coppia di Ittiri, difesa dall’avvocato Gianluigi Poddighe, è riuscita a convincere il giudice Maria Teresa Lupinu che il racconto del quarantenne di Ossi fosse poco credibile. Ieri pomeriggio per entrambi è arrivata l’assoluzione perché il fatto non sussiste.

Il pubblico ministero Paola Manunza aveva chiesto invece l’assoluzione solo per il marito, mentre per la donna aveva sollecitato una condanna a un anno e due mesi di reclusione. Secondo il pm le richieste di denaro e la minaccia di pubblicare le foto hot su Facebook non erano stati un’invenzione del 40enne.

Durante il processo un appuntato dei carabinieri della stazione di Ossi aveva effettivamente confermato di aver visto con i suoi occhi i pressanti messaggi che l’uomo aveva ricevuto dalla coppia sul suo telefonino.

Messaggi che al momento di formalizzare la denuncia erano però spariti dalla memoria dello smartphone dell’uomo. Scomparse anche le foto hot che avrebbero dovuto compromettere la reputazione del 40enne, al giudice non è rimasto che assolvere la coppia dall’accusa di tentata estorsione.

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