Lavori fermi, tempi lunghi per i 49 alloggi popolari

L’amministrazione aveva promesso la consegna agli aventi diritto entro l’estate Mancano i soldi, urbanizzazioni a metà: le famiglie assegnatarie in difficoltà

PORTO TORRES. Da qualche settimana sono stati sospesi i lavori nei 49 alloggi a canone sostenibile di via Falcone-Borsellino e tutto lascia supporre che i tempi di consegna delle abitazioni alle famiglie aventi diritto si allungheranno ulteriormente. Una vera e propria beffa per quelle persone che pensavano di poter disporre delle nuove abitazioni prima dell’estate, dunque, come era stato assicurato dagli stessi amministratori durante le interlocuzioni dei mesi scorsi. Per alcune di queste famiglie vivere ancora in case in affitto (con pensione minima) o in tuguri insalubri sta diventando quasi impossibile e al limite della sopportazione. La brutta notizia del ritardo sull’esecuzione dei lavori è comunque arrivata dalla maggioranza che governa il Comune e a pronunciarla è stato l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Derudas durante la prima seduta del “Question Time”. Ha risposto a una interrogazione protocollata dall’ex sindaco Giacomo Rum e nell’occasione ha anche ammesso ulteriori proroghe relative alle procedure di accatastamenti, certificazione energetica, controllo statico e certificato di regolare esecuzione. «Gli uffici stanno portando avanti la gara d’appalto per l’accatastamento degli stessi alloggi – ha detto l’assessore – e bisogna terminare le urbanizzazioni primarie: il prolungamento di via della Cultura, inoltre, rimarrà per ora sterrato perché non ci sono i denari per completare l’urbanizzazione». Tempi burocratici infiniti e opere incomplete che si aggiungono poi ai due ricorsi presentati al Tar da cittadini che non condividevano la graduatoria definitiva pubblicata mesi fa dal Comune. L’amministrazione aspetterà infatti il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale prima di poter procedere all’assegnazione ufficiale. Al momento del sorteggio per la compilazione della graduatoria le 196 famiglie speravano vivamente che quello fosse l’ultimo atto di una vicenda durata troppi anni e con progetti che venivano modificati in corso d’opera. Basti pensare che il finanziamento di 5 milioni di euro, di cui 700mila a carico del Comune e il resto a carico del ministero delle Infrastrutture e della Regione, era stato ottenuto dall’amministrazione che aveva partecipato nel 2009 al programma di edilizia a canone sostenibile. Nove lunghi anni di paziente attesa e sembra paradossale che - considerando la forte esigenza abitativa in città - ancora non si è riusciti a portare a compimento queste abitazioni. «Alle persone in graduatoria non interessano
assolutamente i problemi della struttura comunale – ha concluso Rum –, perchè la loro unica priorità rimane la consegna delle case. Trattandosi di una urgenza primaria, l’amministrazione doveva lavorare con più solerzia dando date certe e non proponendo continue supposizioni».

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