Porto in crescita ma senza aiuti

Troppi i problemi irrisolti in uno scalo che fa miracoli. Le proposte della commissione consiliare

PORTO TORRES. Lo scalo marittimo turritano presenta numeri positivi per quanto riguarda il traffico merci e passeggeri – secondo i dati diffusi dall’Autorità di sistema portuale – che però non possono “nascondere” le tante criticità ancora presenti in tutto l’ambito portuale. Argomenti che sono stati trattati ieri mattina dalla commissione Attività produttive, su proposta del consigliere Massimo Pintus, riunita proprio per discutere delle problematiche che riguardano il porto e per indicare le sue prospettive presenti e future alle luci delle nuove normative. «Tra i problemi ci sono quelli relativi ai canoni che gli armatori pagano all’Authority per le navi in sosta – ha detto la presidente di commissione Loredana De Marco –, eccessivi rispetto agli altri porti sardi, l’assenza di servizi igienici sia nelle banchine di Ponente sia nell’approdo degli Alti fondali: anche i contenitori per la raccolta dei rifiuti non sono presenti in numero adeguato e manca quasi totalmente la segnaletica stradale». Le denunce dell’ex presidente del consiglio hanno fatto sobbalzare i consiglieri di opposizione e il primo ad intervenire con vena critica è stato il consigliere Alessandro Carta. «Questi ragionamenti dovevano essere affrontati due anni e mezzo prima e non a metà legislatura: abbiamo detto che sarà l’ennesima estate senza bando per il molo turistico, attualmente in una situazione di assoluto degrado, e mai la giunta ci ha portato a ragionare sul crono programma delle opere pubbliche portuali».

Anche il consigliere Franco Pistidda, sempre critico nei rapporti con gli ex commissari straordinari della Port Authority, ha chiesto più volte, senza avere risposte, quali fossero i programmi della maggioranza pentastellata sullo sviluppo del porto. «Vi siete pronunciati sempre poco sul porto – ha attaccato Pistidda – e allora ribadisco quello che ho detto sempre in consiglio: il futuro della lunga banchina Segni deve restare uguale ad oggi, ossia riservato all’approdo delle navi, perché i finanziamenti regionali per l’escavo sono sempre stati destinati unicamente a questo scopo: l’auspicio è che ritornino ad ormeggiare quanti più navi crociera, dove la compagnia portuale da volentieri supporto pur non ricevendo alcun euro, perché sono convinto che la loro presenza porti una boccata di ossigeno per i commercianti portotorresi».

Per l’assessore alla Portualità Marcello Zirulia, invece, i tempi cambiano e il porto non rimane una cosa statica. «Si può aprire una discussione su come si sta sviluppando il mercato del trasporto merci, di quello passeggeri e del settore relativo al diporto nautico: il presidente Deiana ha parlato di grossi investimenti su questo scalo, circa 50 milioni di euro, e comunque ci sta dando delle risposte e dei crono programmi da rispettare».

Sulla banchina Segni, invece, l’assessore da l’indirizzo della giunta: «Non deve rimanere un monumento al niente nel caso non dovessero arrivare le navi crociera: siamo aperti
a tutte le opzioni, ma non dobbiamo essere ancorati a vecchie concezioni». L’ultima stoccata è quella del consigliere sardista Costantino Ligas: «Il porto ha necessità di essere governato giornalmente, ma a quanto pare sindaco e giunta vanno avanti senza informare mai il consiglio».

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