Ferì un carabiniere al via il processo

In aula il 42enne di Porto Torres che accoltellò un brigadiere Il gip dovrà decidere se accogliere la richiesta di abbreviato

SASSARI. Sarà il gip a pronunciare l’ultima parola sul “destino” processuale di Walter Selloni, il 42enne di Porto Torres che lo scorso aprile accoltellò il carabiniere Roberto Frau e finì poi in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Il militare era intervenuto nell’abitazione di via del Mirto perché Selloni aveva massacrato di botte gli anziani genitori e si era barricato in casa armato di coltello e di un bastone. Frau, 55 anni, anche lui di Porto Torres, era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico perché la lama gli aveva lesionato l’arteria addominale causandogli un’emorragia interna.

Ieri mattina, davanti al collegio presieduto da Maria Teresa Lupinu (la pubblica accusa è invece rappresentata dal sostituto procuratore Angelo Beccu), si è aperto il giudizio immediato. L’avvocato difensore Marco Palmieri ha chiesto la rimessione in termini (decaduti per responsabilità non imputabili al legale) per proporre la richiesta di rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il collegio ha ritenuto ammissibile la richiesta e ha rimesso gli atti al gip che ora dovrà decidere.

Il carabiniere ferito si costituirà parte civile con l’avvocato Sebastiano Chironi mentre rinunceranno a costituirsi i genitori dell’imputato che erano stati picchiati dal proprio figlio. Selloni dopo l’aggressione si era barricato per dieci ore in casa, aveva rifiutato ogni tipo di mediazione ed era stato disarmato e arrestato solo dopo un blitz dei Cacciatori di Sardegna.

La vicenda aveva tenuto con il fiato sospeso un intero quartiere, quello di Serra Li Pozzi, zona residenziale tra la 131 e il Villaggio satellite. I vicini avevano sentito delle urla provenire dalla villetta bianca su due livelli, poi il rumore di oggetti che cadevano a terra. Una ragazza si era affacciata alla finestra e aveva visto Walter Selloni picchiare la madre, l’anziana era caduta a terra e lui l’aveva colpita ancora con calci e pugni. «Mi stanno ammazzando», aveva gridato la donna. Immediata la chiamata al 112 mentre i primi vicini di casa si precipitavano per strada armati di bastoni per costringere l’uomo a indietreggiare. Walter Selloni era rientrato
in casa e si era seduto sulle scale con lo sguardo perso nel vuoto.

Poi la tragedia sfiorata: il brigadiere Roberto Frau mette subito in protezione i due anziani e poi prova a far ragionare Walter. Ma un fendente lo colpisce all’addome, all’altezza della bocca dello stomaco.

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