Stroncato ex-calciatore. La paura: «Meningite»

Giovannino Oggiano è arrivato al Pronto soccorso in condizioni disperate 

SASSARI. Il suo fisico statuario lo ha tradito troppo presto. Giovannino Oggiano aveva fatto a spallate sin da bambino, prima sui campetti di periferia e poi - grazie alla sua tenacia e alle sue doti tecniche - sul palcoscenico nazionale della serie C1 con la maglia della Torres - la squadra della sua città - riuscendo sempre a farsi rispettare e ad apprezzare sia dai compagni che dagli avversari.

Due sere fa, a soli 47 anni, l’ex attaccante rossoblù, è stato stroncato da un malore improvviso contro il quale i medici dell’ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari non hanno potuto fare niente. Il suo corpo da atleta non ha retto probabilmente a una meningite fulminante. Giovannino Oggiano, appartenente a una famiglia conosciutissima in città che gestisce un banco della frutta al mercato ortofrutticolo e alcune rivendita di frutta e verdura, martedì sera è arrivato al pronto soccorso in condizioni disperate. Il giorno prima aveva iniziato ad accusare qualche malessere, ma due giorni fa la situazione è precipitata.

A bordo di un’ambulanza del 118 l’ex attaccante è stato trasportato al pronto soccorso con la febbre a 41 e immediatamente è stato trasferito nel reparto di Rianimazione. I medici hanno tentato di tutto ma non c’è stato niente da fare. Stamattina verrà eseguita l’autopsia, ma pare che sulle cause della morte ci siano pochi dubbi. Sarebbe stata proprio una meningite fulminante a stroncare il 47enne che aveva dedicato la sua vita al pallone e da un anno e mezzo viveva per il piccolo Federico, il figlio avuto dalla compagna Fulvia.

Dopo i primi accertamenti il personale sanitario del pronto soccorso, della Rianimazione e le persone entrate in contatto con l’ex calciatore sono state sottoposte alla profilassi prevista nei casi di meningite. La notizia della sua scomparsa ieri ha lasciato sgomento tutto il mondo sportivo sassarese, in modo particolare l’ambiente calcistico da cui Giovannino non si era mai allontanato. Da un paio d’anni lavorava nel settore giovanile del Latte Dolce insieme ad un altro ex rossoblù, Sergio Dossena.

«Insieme formavano una squadra vincente, che riusciva a tirare fuori il meglio dai ragazzini» spiega con dolore Roberto Ennas, anche lui ex rossoblù, che di Giovannino era stato sia compagno di squadra che allenatore. «Lo avevo sentito proprio martedì mattina - si rammarica Ennas - eravamo molto legati ed era qualche giorno che non lo sentivo. Martedì c’eravamo ripromessi di vederci presto e di organizzare una partita a calcetto - spiega l’ex attaccante della Torres dei tempi di Zola - ma purtroppo poco dopo mi hanno chiamato per dirmi che Giovannino era in ospedale in condizioni disperate. Era un ragazzo d’oro - continua Ennas - che viveva per il suo bambino e la sua compagna. Era una persona diretta che ti diceva sempre in faccia quello che pensava - aggiunge - ma con me non ha mai avuto uno scontro, siamo sempre andati d’accordo. Avevamo giocato insieme nell’Alghero quando io stavo per appendere le scarpette al chiodo - continua Ennas - e nel 2008 quando ero alla guida della Torres gli chiesi di venire a darci una mano in attacco e lui accettò volentieri la proposta. Aveva quasi 38 anni e qualcuno mi disse che ormai era un ex giocatore e che in campo avrebbe camminato e invece anche grazie a lui conquistammo la promozione in Eccellenza. Non era solo un grande atleta - conclude Ennas - Giovannino era anche un grande lavoratore. Dopo la morte del padre si era rimboccato le maniche e aveva mandato avanti l’azienda di famiglia. Nonostante si alzasse ogni mattina alle tre per andare al mercato, era sempre pronto a dare una mano a tutti e se c’era da giocare a pallone, nonostante i tanti impegni trovava sempre il modo di essere presente».

Negli ultimi anni si era calato perfettamente nella parte del maestro di calcio per ragazzini e con le giovani promesse del Latte Dolce aveva iniziato a togliersi diverse soddisfazioni. È stato proprio il Latte Dolce ieri mattina a dare su Facebook la notizia della sua scomparsa. Con la maglia della Torres Giovannino Oggiano aveva iniziato invece nel lontano 1984 con la squadra Berretti, per andare subito a fare una esperienza in serie D col Fertilia. Poi il ritorno a Sassari per maturare nella squadra della prima promozione in C1, categoria in cui Giovannino seppe poi offrire il meglio di sé.

Un contributo importante lo diede anche nei due anni di purgatorio in serie D. Fu lui il protagonista, con due gol, della finale di Coppa Italia di categoria che la Torres vinse battendo al Flaminio di Roma il Sora. Lasciata la Torres Giovannino andò

a giocare a Cento in C2, poi a Siracusa e Campobasso, intervallando esperienze a Calangianus in serie D. E ancora Brescia Azzurri e Castelsardo in serie D, poi tre anni ad Alghero e infine un passaggio a Valledoria. Ovunque quel ragazzone biondo e sorridente ha lasciato un ottimo ricordo.

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