il tentato furto 

Strapparono mandarini dagli alberi condannati

SASSARI. Quei mandarini strappati dai rami dell’albero avevano provocato sofferenza alla pianta. Circostanza, quest’ultima, che in un’aula di tribunale è diventata un’aggravante del reato di tentato...

SASSARI. Quei mandarini strappati dai rami dell’albero avevano provocato sofferenza alla pianta. Circostanza, quest’ultima, che in un’aula di tribunale è diventata un’aggravante del reato di tentato furto contestato ai due imputati Gianluca Delrio e Franco Sechi, sassaresi. E così per entrambi, al termine del processo davanti al giudice Sergio De Luca, è arrivata una sentenza di condanna a due mesi di reclusione per tentato furto con l’aggravante della “violenza sulle cose”: in questo caso sugli alberi.

Delrio e Sechi avevano scavalcato un muretto ed erano entrati in un campo di mandarini che si trova sulla Buddi Buddi. Un vicino li aveva visti e aveva immediatamente avvisato il proprietario che a sua volta – stanco dei ripetuti furti subiti proprio in quel frutteto – aveva chiamato la polizia. Quando gli agenti erano arrivati sul posto avevano beccato i due imputati in flagranza mentre riempivano di mandarini buste e zainetti, circa settanta chili di frutta. La vicenda è successivamente approdata in tribunale dove due giorni fa si è concluso il processo. L’avvocato difensore Patrizia Marcori aveva chiesto il non luogo a procedere per difetto di querela, considerando che il proprietario del terreno non aveva presentato denuncia. Decadeva, a suo avviso, anche l’aggravante della violenza sulle cose perché gli alberi non sarebbero stati danneggiati. La Marcori ha anche insistito sulla tenuità del fatto perché se avessero rivenduto quei mandarini all’ipotetica cifra di un euro al chilo, avrebbero guadagnato settanta euro da dividere in due: 35 euro a testa. Il proprietario del frutteto ha invece spiegato che i mandarini
erano stati strappati e questo avrebbe comportato nuove potature e costi da sostenere. Delrio ha chiesto di essere sottoposto a esame, ha raccontato al giudice di essere pentito e di averlo fatto perché, essendo disoccupato, sperava di poter racimolare due soldi. (na.co.)

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