Ramazzotti (Abbanoa): si è fatto molto ma ai sardi devo delle scuse

Il mandato dell’ex amministratore è concluso, giovedì il nome del successore

SASSARI. Il suo ufficio è libero, anche se non per molto. Il nuovo inquilino potrebbe arrivare già giovedì, quando l’assemblea degli azionisti eleggerà il nuovo amministratore unico del gestore delle acque della Sardegna. Alessandro Ramazzotti, 68 anni, nuorese, è ormai l’ex numero uno del gestore idrico sardo e in queste ore sta preparando le valigie dopo quattro anni trascorsi alla guida di Abbanoa. Il manager è pronto a ritornare a Milano, dalla sua famiglia, e a prendersi qualche settimana di riposo prima di valutare il futuro. Il tempo dei bilanci, invece, è già arrivato. E anche quello del chiarimento e delle scuse.

Dopo quattro anni di lavoro qual è stato l’aspetto più significativo della sua esperienza?

«Finalmente si è affermata l’idea che siamo una grande azienda e le critiche sono diminuite perché la gente ha capito cosa abbiamo affrontato e cosa stiamo programmando. È stato un lavoro complicato che però ho svolto volentieri, al punto che quando mi è stato chiesto di restare un anno in più ho accettato senza pensarci troppo. E poi finalmente abbiamo instaurato un rapporto diretto con i clienti e anche con i sindaci. Alcuni di loro mi chiamano sul cellulare».

Allora in questi giorni ha sentito anche Nicola Sanna, il sindaco di Sassari. Alcune zone della città non hanno l’acqua potabile.

«No, non ci siamo sentiti ma credo che i problemi della città siano quasi risolti. Purtroppo la qualità dell’acqua che riceviamo non è elevata e qualche volta ci possono essere problemi con la depurazione».

All’inizio della sua amministrazione c’erano molti problemi e i cittadini non si fidavano di Abbanoa. Come mai?

«Purtroppo abbiamo iniziato a far pagare le bollette prima di essere in grado di risolvere i problemi che ci venivano segnalati, per questo ci scusiamo. È anche vero che non c’era l’abitudine di pagare l’acqua perché le aziende che ci hanno preceduto non avevano il problema di far quadrare i conti. A fine anno il Comune di riferimento, o comunque la pubblica amministrazione risanava i bilanci e si ripartiva daccapo con risorse pubbliche. Dunque l’impatto con una società ancora non efficiente è stato un trauma»

Dunque Abbanoa si sta scusando con i sardi?

«Si, anche se dal nostro punto di vista ci sono molte attenuanti. Abbiamo ereditato una situazione disastrosa: le anagrafiche erano pasticciate e incomplete, le mappe delle reti erano sbagliate. Se si aggiungono le bollette che presentavano arretrati di 5 anni, in alcuni casi anche sbagliate proprio per colpa delle anagrafiche pasticciate è facile capire perché siamo diventati un’azienda antipatica. E le difficoltà, invece di essere spiegate, venivano strumentalizzate per convenienza politica. Ora però, possiamo dire di presentare bollette puntuali e corrette e di aver anche risolto i problemi che ci avevano fatto odiare».

Ha qualche rimpianto, si sarebbe potuto fare qualcosa in più?

«Di sicuro ma quello che mi dispiace davvero è che non sia decollato sin da subito il rapporto con i clienti. Se fossimo riusciti ad instaurare un rapporto di fiducia sin dall’inizio sarebbe andato tutto molto meglio. Lo abbiamo fatto dopo anni e questo mi spiace ma ora le cose vanno molto meglio perché la gente ha capito chi siamo e cosa facciamo».

Ammettiamo che la sua amministrazione dovesse essere prolungata, cosa metterebbe in cantiere?

«Sicuramente approfitterei della possibilità di ricevere un prestito a tassi agevolati di 150 milioni di euro dalla Bei, la banca europea per gli investimenti. Quella cifra ci permetterebbe di realizzare tante idee e di proseguire nel “progetto Oliena” con tranquillità. Perché il prossimo passo sarà ridurre in modo drastico le perdite idriche. Quanto fatto ad Oliena ci ha dato la certezza di riuscire a raggiungere anche questo obiettivo».

Adesso però arriverà un nuovo amministratore. Cosa gli direbbe se ci fosse un passaggio di consegne formale?

«Esattamente quello che disse a me il mio predecessore Carlo Marconi: Abbanoa è un’azienda che ha tanta voglia di crescere, ha le professionalità necessaria per puntare verso l’alto ed è formata da gente in gamba. Abbanoa è una grande azienda e adesso è anche molto moderna, non siamo un industria 4.0 ma ci manca davvero poco».

E invece cosa direbbe a chi vi ha odiato e ancora vi odia?

«Che stiamo migliorando e che siamo migliorati tantissimo. Non lo dico io, lo dicono i dati che vengono rilevati dall’autorità d’ambito. Anche su Sassari, dove ci sono ancora tanti problemi, i giorni in cui l’acqua non è potabile, o quelli di chiusura, sono stati
ridotti in modo drastico. La verità è che siamo in progressione e che il nostro servizio migliora sensibilmente ogni anno. D’altra parte siamo stimolati a fare sempre meglio per rispettare i parametri che ci vengono imposti. Se ne accorgeranno molto presto anche i nostri detrattori».

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