parla l’ex assessora 

L’ira di Cherchi: manovra elettorale

«Io non mi sono dimessa, è una scelta dannosa per la città»

SASSARI. «Questo rimpasto in giunta è una solo manovra elettorale che ha come unico scopo formare una coalizione unita, ma che crea solo danni alla città». Amalia Cherchi, ufficialmente, non sa di avere perso la sua carica di assessora, ma boccia l’intera operazione, non accettando di essere messa da parte dal sindaco. Alle 18, dopo che Palazzo Ducale con una nota stampa ha già comunicato alla città l’avvenuto rimpasto in Giunta, Cherchi non ha ancora ricevuto la notifica di revoca del mandato, e nemmeno una telefonata o un messaggino di commiato: «Per quanto mi riguarda io sono ancora assessora, e domattina mi presenterò come tutti i giorni al mio ufficio, in assessorato», spiega.

«Al momento non mi è stata notificata alcuna revoca delle mie deleghe, e io, contrariamente a quanto mi è stato chiesto dal sindaco, la settimana scorsa e stamattina, non mi sono dimessa». la sua defenestrazione sta scatenando movimenti tellurici che potrebbero minare la stabilità della nuova Giunta e far chiudere prima del dovuto l’esperienza Sanna a Palazzo Ducale. Ma lei non si sente in colpa, anzi carica tutte le responsabilità sul primo cittadino: «Il sindaco mi ha chiesto le dimissioni spiegando che il cambio in giunta sarebbe servito per cementare l’unione della maggioranza di centrosinistra in vista delle prossime elezioni amministrative, ma io non mi trovo per nulla a mio agio nei panni dell’agnello sacrificale», continua. «A cosa serve fare un rimpasto a dieci mesi dalle elezioni? È un’operazione che frena l’azione della giunta, che in questo momento ha invece necessità di correre molto veloce. Un nuovo assessore prima di diventare operativo ed efficiente al meglio delle sue possibilità, ha bisogno di tempo per conoscere la macchina amministrativa. Non ci si può orientare in pochi giorni nei meandri del sistema burocratico e tecnico», sostiene Amalia Cherchi.

«Lo ripeto, cambiare assessori a dieci mesi dalla fine del mandato non ha alcun senso, se non quello di cercare accordi pre elettorali all'interno di una coalizione che, francamente, non credo esista più. Sicuramente niente di quanto ha deciso il sindaco in questi giorni è utile alla città, al suo sviluppo e alle richieste pressanti dei cittadini». L’onda d’urto della separazione non consensuale fra la Giunta
e Amalia Cherchi si potrà misurare già questo pomeriggio: a Palazzo Ducale è convocata la seduta del Consiglio comunale, e senza l’assessora sostenuta dai “monogruppo”, la tenuta dell’esecutivo sarà messa a dura prova, visto che cinque consiglieri sono pronti a passare all'opposizione.

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