Romana, rientra l’assessore e la sindaca può ripartire

Lucia Catte ritira al fotofinish le dimissioni: «Non immaginavo tanto clamore» In giunta arrivano Piredda e Sanna, confermato Pisanu, esce di scena Panzalis

ROMANA. È bastato un nuovo innesto in giunta per far ripartire la macchina amministrativa di Romana. Il sindaco Lucia Catte ritrova il suo braccio destro e decide, sul filo di lana, di ritirare le dimissioni. E anche tra gli assessori ci sono novità. Rientra l’ex vicesindaco Fabio Piredda, che dal 2016 si era fatto da parte dall’esecutivo per sedersi come consigliere tra i banchi della maggioranza. Resta Dario Pisanu, che fino ad ora aveva le deleghe di vice sindaco, Lavori Pubblici, Urbanistica, Edilizia Privata e Decoro Urbano. Esce di scena invece Rita Maria Franca Panzalis, che gestiva i rapporti con gli Enti, Associazionismo, Volontariato, Turismo e Spettacolo. New entry anche per Monica Sanna. Ancora non è stata formalizzata la ridistribuzione degli incarichi, ma è questione di ore.

«Ho comunicato la revoca delle mie dimissioni al Consiglio Comunale e al Segretario – ha scritto Lucia Catte sul suo profilo Facebook –. Non ho niente da aggiungere per spiegare un gesto che già di per sé era un messaggio. Preciso soltanto che sono giunta alla decisione di ritirare le dimissioni dopo aver riscontrato un consenso unanime in tal senso, non me l'aspettavo, così come non mi aspettavo il clamore che le mie dimissioni hanno suscitato. Un coro che ha riguardato tantissimi cittadini di Romana, i consiglieri di maggioranza, anche il Prefetto, il presidente dell’Anci Sardegna, il presidente del Cal, il consigliere regionale Pier Mario Manca e numerosi colleghi sindaci. Ringrazio tutti per l'interessamento e la solidarietà espressa nei miei confronti. Ora però bisogna dimostrare che è possibile portare a termine il mandato con serietà ed impegno». Uno dei primi a complimentarsi per il ripensamento del sindaco è stato proprio il presidente dell’Anci Emiliano Deiana: «Apprendo con piacere del ritiro delle dimissioni di Lucia Catte. Un segnale di speranza e di resistenza che non annullano le difficoltà di questo tempo nell'amministrare le comunità locali, ma che aiuta a guardare con fiducia al futuro».

La bandiera bianca issata dalla sindaca di Romana era diventata un gesto simbolo di resa che fotografava l’impotenza dei piccoli comuni di fronte ai continui tagli dello Stato alle risorse destinate agli enti locali.

In verità i problemi di bilancio erano piuttosto marginali, e la solitudine del primo cittadino non si riferiva tanto all’abbandono del governo centrale, ma alla latitanza dei suoi assessori e consiglieri comunali. A Romana, riuscire a organizzare una riunione di giunta da mesi era diventata un’impresa. Solo due assessori, e l’impossibilità di nominarne un terzo per mancanza di volontari a ricoprire l’incarico e assumersi l’onere in termini di energie e tempo da dedicare. Per questo motivo Lucia Catte venti giorni fa aveva deciso di farsi da parte: «Mi sento sola, in queste condizioni è impossibile andare avanti».

E
l’avvento del commissario straordinario, almeno sino a sabato era quasi dato per certo. Poi, dopo un incessante pressing, l’ex assessore Fabio Piredda ha deciso di rimettersi in gioco, e per la sindaca poter contare su un altro appoggio nell’esecutivo è stata la base per ripartire.

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