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Muros, incendiata l’auto di un assessore Lui: «Mi dimetto»

La notizia è stata data dal sindaco in consiglio comunale Francesco Pischedda, 48 anni: non mi sento più sereno

MUROS. «Una notizia che mai avrei voluto dare». Così, lunedì sera, in apertura del consiglio comunale il sindaco di Muros Federico Tolu ha fatto sapere all’assemblea che l’incendio che lo scorso 3 giugno distrusse la macchina dell’assessore Francesco Pischedda era di natura dolosa. Qualcuno, cioè, appiccò intenzionalmente il fuoco. A stabilirlo è stata una perizia il cui esito è arrivato soltanto due giorni fa.

«Solo per un caso fortuito (e per la prontezza di alcuni cittadini e delle forze dell’ordine intervenute) – spiega il primo cittadino – l’incendio non si è propagato alle altre auto e alle abitazioni vicine. È un incidente, abbiamo tutti pensato allora, un corto circuito che può capitare. E così abbiamo continuato a lavorare, senza dare molta rilevanza alla questione». Ma poi ci sono stati gli sviluppo investigativi «e abbiamo scoperto che non è stato un corto circuito, ma un atto doloso. Una perizia tecnica non lascia margini di dubbio: qualcuno ha intenzionalmente appiccato l’incendio, ben consapevole dell’estrema pericolosità di questo gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori, con il chiaro intento di spaventare, intimidire e ferire. E c’è riuscito».

C’è riuscito a tal punto che Pischedda – 48 anni, assessore a Lavori pubblici, urbanistica e ambiente – ha già annunciato di voler rassegnare le dimissioni. «Purtroppo non mi sento sereno – dice al telefono – In questi due anni abbiamo lavorato molto bene, questa è una giunta ambiziosa e con lo stato d’animo che ho in questo momento non vorrei essere di intralcio ai miei colleghi. Il sindaco mi ha chiesto di restare almeno in consiglio. Valuterò cosa fare».

Francesco Pischedda, sposato, due figli, una laurea in Ingegneria e un lavoro come funzionario all’Università di Sassari, racconta la notte del 3 giugno: «Mia moglie si è alzata intorno alle 3 del mattino e dalla finestra aperta ha sentito l’odore del fumo, poi ha visto la luce delle fiamme. Il giorno dopo c’era la comunione di mio figlio...». L’assessore non aveva mai ricevuto minacce prima: «Nessuna. E per questo è ancora più difficile capire se volessero colpire me come uomo o come assessore».

«Si è superato un limite che credevamo fosse invalicabile – conclude il sindaco Tolu – e che va ben al di là di ogni scontro, anche aspro, che può innescarsi all’interno di un contesto sociale, lavorativo o politico. A breve sarà convocato un consiglio comunale aperto a tutta la cittadinanza per condannare fortemente il vile gesto».