«Forte boato, si è capito che era una cosa grave»

Il racconto dei testimoni, nei ristoranti gli operatori stavano preparando i tavoli per il pranzo

CASTELSARDO. Il punto di osservazione migliore per osservare i vigili del fuoco mentre lottano tra le fiamme e cercano di raffreddare la temperatura delle bombole di gas, è all’angolo tra via Mazzini e vicolo Genovese. Oltre non si può andare, e quindi amici e colleghi dei ristoratori del Cosmos sono tutti qui. Per stare vicini a Francesco Pulina, perché in fondo quello che conta è sua moglie, Maria Rosaria Corso, sia uscita sana e salva da una brutta disavventura. L’esplosione ha appena fatto vacillare un intero quartiere e la paura che si respira è ancora tanta. Stesso discorso per il gas, che continua ad aleggiare tra i vicoli spezzando il fiato a turisti e commercianti. «Ho sentito solo il botto, non so altro», dice un barista mentre si pulisce il naso dalla fuliggine. «Abbiamo sentito un boato cupo – racconta Maria Caterina Lorenzoni, del ristorante la Guardiola – si è capito subito che non era una cosa normale. E un attimo dopo abbiamo visto un sacco di persone scappare via urlando. La piazzetta era invasa dal fumo, c’era un medico che ci ha dato dei fazzoletti bagnati da mettere su naso e bocca e siamo scappati». Le forze dell’ordine hanno immediatamente indicato ai gestori dei locali che sorgono attorno al luogo dell’esplosione di spegnere la luce, chiudere il gas e allontanarsi in un punto sicuro per evitare intossicazioni. «Verso le 13.30 – riprende e conclude
la ristoratrice – ci hanno comunicato il cessato pericolo ma abbiamo comunque dovuto annullare le prenotazioni. Quando è successo stavamo preparando i tavoli perché avevamo clienti per pranzo, poi si è fatto tardi e abbiamo dovuto annullare le prenotazioni». (s.sant.)



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