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Banari, pensiero nostalgico per gli emigrati

BANARI. “S’ammentu de s’emigradu”, ovvero il pensiero nostalgico che corre ai tanti figli di Banari che hanno dovuto lasciare il loro paese in cerca di fortuna. Un pensiero che viaggia in parallelo...

BANARI. “S’ammentu de s’emigradu”, ovvero il pensiero nostalgico che corre ai tanti figli di Banari che hanno dovuto lasciare il loro paese in cerca di fortuna. Un pensiero che viaggia in parallelo con la nostalgia per la loro piccola patria di coloro che sono partiti, ma che sognano sempre, prima o poi, di poter tornare. È l’appuntamento annuale che Su Cuncordu banaresu, con la collaborazione del Comune, della Provincia di Sassari e della Regione, dedica agli emigrati, con sullo sfondo anche il tema più generale delle migrazioni, che da sempre fanno muovere i popoli alla ricerca di condizioni di vita migliori. L’iniziativa, giunta quest’anno alla sua XIII edizione, si tiene oggi, a partire dalle 20,30, in piazza San Lorenzo, dove l’acustica si presta perfettamente al canto corale. A fare gli onori di casa, come sempre, Su Cuncordu banaresu, diretto dal maestro Salvatore Serra. Ospiti: l’associazione culturale Coro di Ittireddu, diretto dal maestro Ciro Cau, e l’associazione culturale gruppo Coro di Nulvi, diretto dal maestro Fabrizio Mangatia. Per quanto riguarda Su cuncordu banaresu, sarà l’occasione per il debutto, alla festa dell’emigrato, nella sua nuova veste di presidente, del corista Mario Marinu, che qualche mese fa è subentrato a Maria Antonietta Ledda, che aveva retto le sorti dell’associazione per sei anni.

Mario Bonu