«Pochi soldi per le condotte»

Pinna (Consorzio di bonifica) replica a Piana: risorse ridotte

OZIERI. Massima attenzione ai disagi degli allevatori ma risorse economiche troppo scarse per riuscire a riparare in tempo record le condotte idriche danneggiate. Questa la risposta del presidente del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna Diego Pinna al presidente del Centro studi agricoli Tore Piana che nei giorni scorsi, facendosi latore delle segnalazioni di alcuni allevatori, aveva puntato il dito contro i disagi (pantani, e possibilità di proliferazione degli insetti vettori della blue tongue) che derivano dalle perdite create dalla fuoriuscita d’acqua dalle condotte idriche «colabrodo» nell’agro di Chilivani. Il presidente Pinna non nega certo la presenza di tali perdite, ricordando che «trattasi di impianti vetusti, in alcuni tratti non a norma, con una vita media intorno ai 40 anni che necessitano di adeguati e radicali interventi e non solo» e dicendosi perfettamente «consapevole delle difficoltà che stanno affrontando gli agricoltori della Piana di Chilivani, così come quelli della Bassa Valle del Coghinas e di Perfugas che compongono il nostro territorio consortile». Ma non è certo colpa del Consorzio, dice il presidente, se i fondi scarseggiano a causa della riduzione dei trasferimenti regionali, «ma anche della difficoltà, a volte, di esigere i ruoli dovuti da alcuni consorziati». Parlando della scarsissima “floridezza” del bilancio del Consorzio, Pinna ricorda che «il consiglio di amministrazione, dopo circa un ventennio di commissariamento, ha ereditato un ente gravato da un deficit di cassa pari a circa quattro milioni di euro, un disavanzo dovuto prevalentemente ai ruoli che i consorziati non hanno pagato. E se è vero, come è vero, che la Regione Sardegna sta contribuendo per una percentuale pari a circa il 60 per cento, il restante 40 per cento è a carico dei nostri consorziati, che giustamente rivendicano un servizio che però, se mi è consentito, nella parte che compete, debbono pagare. Questo negli ultimi anni non è avvenuto – aggiunge il presidente Pinna – come si evince chiaramente dalla relazione dei nostri revisori, che in sede di bilancio di previsione hanno evidenziato che esistono 9 milioni di residui attivi “in gran parte dovuti a tributi non riscossi”. Detto questo, comprende bene il signor Tore Piana che il motore senza benzina non cammina». «Non mi stupisce – è l’affondo di Pinna – che il presidente del Centro studi agricoli
nonché vicepresidente di Copagri si erga a paladino degli agricoltori e consorziati della Piana di Chilivani, ma avremmo gradito che il presidente avesse ottemperato a quanto annunciato pubblicamente chiedendo le dovute informazioni al Consorzio».

Barbara Mastino

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