Allarme inquinamento, a Sennori vietato attingere acqua dai pozzi

La decisione del sindaco Sassu in seguito al sopralluogo dei tecnici nella discarica di Barisone. La Provincia intima alla ditta Seneco la messa in sicurezza ma il percolato continua a sgorgare

SENNORI. I pozzi intorno all’ex discarica di Barisone sono a rischio contaminazione. Nei giorni scorsi il sindaco di Sennori, Nicola Sassu, ha firmato un’ordinanza di divieto assoluto di prelievo delle acque dal rio Su Golfu e da tutti i pozzi privati che sono stati trivellati nella zona.

La conferma della contaminazione da metalli pesanti nella discarica è arrivata con un nuovo sopralluogo a parte dell’Arpas. E la decisione del primo cittadino è scattata dopo che in Comune è arrivato il verbale di sopralluogo dell’Arpas, effettuato il 16 luglio scorso, nel quale i tecnici rilevano «il persistere della severa criticità ambientale» che era stata evidenziata dai controlli già effettuati nel 2016 e nel 2017.

L’ordinanza del primo cittadino è arrivata anche dopo quella della Provincia, emanata il 24 luglio scorso, che ha intimato all’amministratore unico della Seneco Srl, la ditta che ha gestito la discarica di Barisone, Giovanni Muresu, di provvedere al ripristino della zona contaminata e arrivare immediatamente la messa in sicurezza d’emergenza. E quindi fermare la fuoriuscita del percolato dall’impianto, rimuovere quello accumulato all’interno, verificare la stabilità dell’argine (la discarica è scavata sul fianco di una collina), e potenziare la copertura del corpo rifiuti.

«Ho ritenuto di dover emanare l’ordinanza perché l’Arpas ci ha scritto che la contaminazione potrebbe aver raggiunto anche le falde acquifere – spiega Nicola Sassu –. Per ora si tratta di una misura precauzionale, ma abbiamo chiesto di fare ulteriori analisi con una certa urgenza. E per perdere meno tempo possibile abbiamo deciso di caricarci come Comune il costo delle analisi. Gli uffici hanno già provveduto ad affidare il lavoro a un professionista. Verranno effettuati una serie di prelievi, sia lungo il rio sia nei pozzi nelle campagne che sorgono intorno alla discarica». I pozzi non sono mai stati censiti e quindi non è ancora possibile stabilire il numero esatto. «La vallata è piena di campagne – riprende il sindaco – per facilitare il
lavoro al tecnico ho già chiesto supporto da parte della compagnia barracellare e il comandante Giovanni Maria Chessa ci ha garantito un affiancamento che renderà il lavoro più celere. Il nostro obiettivo è avere quanto prima una risposta sullo stato dell’acqua di quei pozzi».



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