Dimissioni di Mura, se l’aula dà l’ok si ritorna alle urne

Ma le elezioni saranno limitate al collegio di Cagliari: una chance per Berlusconi

SASSARI. Andrea Mura si è dimesso, ma il suo addio alla Camera non è così scontato. La lettera al presidente Roberto Fico è solo il primo passo di un iter che potrebbe terminare con un nulla di fatto. Le dimissioni infatti dovranno essere calendarizzate e Mura dovrà presentarsi a Montecitorio per spiegare il perché della sua scelta. Sarà poi l’aula a decidere il destino del deputato con una votazione a scrutinio segreto. È prassi che la prima abbia esito negativo come gesto di cortesia nei confronti del parlamentare, ma già la seconda dovrebbe essere decisiva. Ma non sempre è così. Nella passata legislatura il senatore Giuseppe Vacciano, espulso dai 5 stelle, si è visto respingere le dimissioni dall’aula per ben 5 volte. Il caso Mura però potrebbe avere un epilogo diverso per via della nuova legge elettorale. Con la precedente, il Porcellum, infatti, le dimissioni di un parlamentare comportavano l’ingresso in aula del primo dei non eletti. E dunque la vecchia maggioranza targata Pd aveva tutto l’interesse a impedire che un nuovo senatore M5s entrasse al posto di Vacciano.

Oggi però c’è un’altra maggioranza, formata da M5s e Lega, che invece preferisce avere nelle sue fila un iscritto al gruppo anziché uno che ne è stato espulso. Ma c’è anche un’altra legge elettorale, il Rosatellum, che distingue tra eletti nei collegi plurinominali e uninominali. Nel primo caso a succedere al parlamentare dimissionario sarà il primo dei non eletti, nel secondo caso è previsto il ritorno alle urne. E Mura è stato eletto nel collegio uninominale di Cagliari, dove il 4 marzo ha avuto la meglio su Ugo Cappellacci, centrodestra, e Luciano Uras, centrosinistra. E dunque se la Camera accetterà le dimissioni nei prossimi mesi a Cagliari si riapriranno i seggi per eleggere un nuovo deputato. L’istituto delle elezioni suppletive non è una novità, era già previsto dal Mattarellum, in vigore dal 1993 al 2005. Come dimenticare il debutto in politica di Antonio Di Pietro, eletto senatore nel collegio del Mugello rimasto vacante. O la prima volta in Parlamento di Arturo Parisi, eletto a Bologna al posto di Romano Prodi. Nel 2000 anche in Sardegna si fece ricorso alle suppletive in seguito alla morte in un incidente stradale del deputato Pdci, Giovanni De Murtas: al suo posto fu eletto Tonino Loddo.

Insomma, la lettera è solo il primo passo verso l’addio alla Camera. Intanto c’è già chi pensa all’eventuale sfida
per la sua sostituzione. Soprattutto in casa Forza Italia, dove non è un mistero che Silvio Berlusconi, riabilitato dal tribunale, non aspetti altro che si liberi un seggio in un collegio uninominale per ritornare in pista, senza dovere attendere le prossime elezioni. (al.pi.)

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