Sfila la gioia dei piccoli gremianti

Duecento bambini hanno fatto danzare i ceri fino a Santa Maria. Vincenzo, il più piccolo, ha tre anni

SASSARI. Quando la nonna cerca di trattenerlo per qualche secondo al lato della strada per asciugargli il sudore e dargli un goccio d’acqua, Vincenzo si divincola in fretta, raccoglie il “bora bora” rimasto sul basolato di corso Vico e a passo svelto raggiunge il resto del mini gremio dei Sarti che - in qualità di capo candeliere - deve condurre e far ballare fino al piazzale della chiesa di Santa Maria.

Tre anni, sfumatura e cresta alla Vidal, Vincenzo Ruocco è in assoluto il più piccolo tra i capi candeliere che ieri sera hanno riprodotto in miniatura - fatica ed espressioni facciali comprese - il meglio della Faradda del 14 agosto.

Sono stati circa 200 i bambini suddivisi in 17 gruppi che dalle 18 hanno sfidato il caldo e sfilato da porta Sant’Antonio fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem per la ventunesima edizione della sfilata dei “Mini Candelieri”, nata grazie all’ex presidente dell’Intergremio Tonino Spada come una sorta di vivaio dei futuri portatori dei ceri che i Gremi fanno sfilare il giorno prima di Ferragosto come ringraziamento alla Madonna.

Figlio di un portatore dei Sarti, il piccolo Vincenzo è un po’ un predestinato e ieri mattina è stata proprio la sua manina a decretare durante - il sorteggio avvenuto nell’ex infermeria San Pietro alla presenza del sindaco - l’ordine di discesa dei gruppi. Durante la sfilata c’è stato in realtà qualcuno che ha provato inconsapevolmente a rubargli la scena. Con i suoi 4 mesi di vita e indosso una mini divisa del gremio di Muratori Nicola Simula, è stato per la verità il più piccolo a partecipare al festoso corteo, ma per portare un candeliere o farlo ballare al ritmo del tamburo dovrà aspettare ancora un po’. «Questa manifestazione - spiega divertito il sindaco Nicola Sanna - ci consente di disseminare la tradizione della nostra festa nelle nuove generazioni. La sfilata dei bambini - spiega il primo cittadino tra una foto di gruppo e un selfie con i piccoli portatori - era nata durante l’amministrazione di Anna Sanna, perché in quegli anni si era diffusa un’usanza che stava creando difficoltà alla Faradda vera e propria, con candelieri piccoli e medi che si mischiavano nel corteo ufficiale. L’Intergremio decise di regolamentare le cose - continua Sanna - e di separare i momenti destinati ai più piccoli. Oggi dopo 21 anni possiamo dire che quella dei Mini Candelieri è diventata una tradizione - conclude il sindaco - e ci sono già portatori che sfileranno il 14 alla Faradda che hanno iniziato tanti anni fa con la festa dei Mini». Un sogno che purtroppo - se da qui a qualche anno non cambieranno le regole - non potrà realizzare Chiara Pistidda, 11 anni, capo candeliere del mini gremio di Piccapietre.

«Per me i Candelieri sono una grande passione - spiega Chiara durante una sosta in corso Vico del suo gruppo composto quasi tutto da femminucce - appartengo a una famiglia di portatori dei Piccapietre da generazioni e non trovo giusto che da grande non potrò fare quello che ho visto fare a mio nonno, mio padre e ai miei zii». In attesa di valutare la richiesta di Chiara l’Intergremio si gode la giornata di festa che dà il via al conto alla rovescia per la Discesa del 14.

«Nei sorrisi
e nella passione di questi bambini - spiega Marco Dettori, vice presidente dell’Intergremio - c’è il futuro della nostra festa. Guardando la grinta che ci mettono anche a tre anni - conclude - siamo certi che il futuro della Faradda è in buone mani».

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