Sorpresa: nella Riviera del Corallo a luglio meno ospiti negli hotel

Per Federalberghi è il peggior risultato del quinquennio. La concorrenza del nord Africa e i timori per l’abusivismo

SASSARI. Il calo è il meno consistente rispetto al resto della Provincia di Sassari, ma ad Alghero è il peggior risultato degli ultimi cinque anni. Nella Riviera del Corallo, infatti, la flessione di tre punti percentuali, un risultato “positivo” se di analizzano i dati in doppia cifra del resto della provincia.

I dati sono stati diffusi dalla Federalberghi, associazione di categoria aderente alla Confcommercio, dati che segnano una svolta nel mercato del turismo in Sardegna. I primi ad essere sorpresi dai dati resi noti a consuntivo per il mese di luglio appena trascorso dal Centro Studi Federalberghi-Confcommercio sono proprio gli operatori turistici che invece avrebbero scommesso su una crescita della località in uno dei due mesi clou per l’industria turistica.

Il rilevamento ha riguardato 36 strutture ricettive della Provincia su 94 iscritte a Federalberghi, campionamento che ha preso in considerazione gli arrivi, i posti letto, le presenze e l’indice di riempimento.

Dati che fanno emergere un calo consistente soprattutto nelle località che si affacciano sul Golfo dell’Asinara, dove l’indice di riempimento delle strutture ricettive passa dall’85 per cento dello scorso anno a un desolato 65 per cento di quest’anno. «Mentre Alghero arretra sul versante occupazione alberghiera, seppur contenendo la perdita nell’intorno del 3 per cento, preoccupa la caduta dell’area costiera del Golfo, peraltro inattesa per lo meno nelle proporzioni – commenta il Presidente Federalberghi-Confcommercio Provincia di Sassari Stefano Visconti – il che riporta i nostri indici di riferimento ai valori di cinque anni fa».

Un dato che fa a cazzotti con i numeri in crescendo forniti dagli scali aeroportuali dell’isola, che facevano ipotizzare anche un aumento delle presenze. «Nonostante quei numeri l’occupazione alberghiera cala. È la prima volta che succede, negli ultimi cinque anni – continua Visconti – e sarà opportuno capirne le reali motivazioni. Se fossero in crescita anche gli arrivi nei porti – prosegue il presidente di Federalberghi–, allora sarebbe evidente che il dilagare del fenomeno dell’abusivismo toglie presenze alle strutture ricettive alla luce del sole per regalarle a quelle che invece operano nell’ombra, sempre più numerose, agguerrite e soprattutto impunite».

Indubbiamente sul calo delle presenze, ha inciso la ripresa dei flussi turistici verso altre mete, come quelle del nordica, sino a qualche tempo fa ritenute ad alto rischio anche se «il prodotto offerto dalle strutture ricettive dei paesi del nord Africa è sostanzialmente molto diverso da quello nostrano», sottolinea Visconti che però ricorda che «piuttosto arduo competere con le offerte tunisine, che per agosto propongono 390 euro per una settimana, tutto incluso, compreso il volo».

Per il presidente di Federalberghi la soluzione
è la creazione di un prodotto turistico «di rete (fatto dalla sommatoria di più servizi di filiera turistica) e la sua convinta promozione, potenziando soprattutto i canali web di riferimento, garantirebbe per il futuro maggiori salvaguardie al prodotto turistico nostrano».



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