LA REPLICA DEL MEDICO 

«Non ho mai abbandonato i pazienti»

La polemica a Caniga. La dottoressa: servizio sempre garantito 

SASSARI. «Non ho mai abbandonato nessuno, e nel breve periodo di riposo ho nominato e retribuito a mie spese il sostituto». La dottoressa Adriana Amadu ha replicato ieri a quella che definisce una «campagna diffamatoria e denigratoria messa in atto da alcuni abitanti di Caniga nei miei confronti».

La dottoressa sottolinea di avere ottenuto dal Comune di Sassari l’ambulatorio Caniga a un canone agevolato di 250 euro mensili «e non a titolo gratuito come asserito dal signor Azzena, poiché Caniga è considerata zona svantaggiata a causa della estesa distribuzione della popolazione nelle campagne». Nell’ambulatorio il medico assiste circa 500 iscritti «e non 6mila o addirittura 8mila, perché evidentemente iscritti con medici in altra sede. Numeri, peraltro, assolutamente incompatibili con quanto previsto dall’accordo Collettivo Nazionale, che limita a 1.500 il numero massimo di iscritti per ciascun medico di medicina generale».

La dottoressa Amadu ricorda che «il 25 giugno ho segnalato all’Ufficio Patrimonio del Comune il fatto che la muffa avesse invaso l’ambulatorio, ottenendo una sollecita presa in carico del problema. Nel frattempo ho continuato l’attività medica presso il mio ambulatorio nel rione Sacro Cuore, garantendo ai pazienti con impedimenti la visita domiciliare. Nessuno, dunque, è stato abbandonato. A fine luglio ho consegnato le chiavi dell’ambulatorio a personale inviato dai preposti uffici per l’esecuzione dei lavori di risanamento, avvertendoli che avrei preso un breve periodo di riposo e che, qualora i lavori fossero terminati prima del mio rientro, avrebbero dovuto avvisare il collega che mi avrebbe sostituito, poiché dotato del mio telefono cellulare. Il s periodo di riposo - iniziato il 1° agosto e conclusosi con il rientro in attività il 13 agosto - è stato da me organizzato perché in qualità di medico convenzionato non ne ho diritto, tanto da avere nominato e retribuito personalmente un medico sostituto (quindi
non lo fa l’Ats, come richiesto a gran voce da alcuni abitanti di Caniga)». Il medico precisa che «solo grazie alla Nuova Sardegna ho appreso che i lavori di risanamento erano stati portati a termine, poiché non ho ricevuto alcuna comunicazione, né mi sono state restituite le chiavi».

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