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Il ricordo dei carabinieri uccisi a Perde Semene

Lacrime e commozione a 23 anni dalla strage in cui persero la vita Walter Frau e Ciriaco Carru

SASSARI. Ventitrè anni, il tempo che sembra essersi fermato e un dolore che è sempre vivo, neppure minimamente attenuato. Sarà anche per quel senso di “giustizia incompleta” e per l’annuncio di quell’inchiesta Chilivani-bis che, invece, non è mai decollata e che ha lasciato un carico di mistero sulla strage di Chilivani dove il 16 agosto del 1995 persero la vita i carabinieri Walter Frau e Ciriaco Carru.

Ieri mattina nella piana di Perde Semene cerimonia in forma privata davanti ai cippi che segnano i luoghi dove vennero uccisi i due militari. Familiari e carabinieri, fiori e lacrime. Preghiere alla presenza di padre Mariano Asunis, cappellano militare, che ha rivolto parole di ricordo dei due giovani carabinieri medaglia d’oro al valore militare alla memoria e ha manifestato la vicinanza ai loro familiari. L’Arma ha ricordato i due colleghi uccisi in servizio deponendo due mazzi di fiori sulle lapidi alla presenza dei familiari delle due vittime, di una delegazione del Comune di Ozieri guidata dal vice sindaco Gigi Sarobba e da una rappresentanza della polizia municipale. Presenti il comandante provinciale di Sassari colonnello Luca Corbellotti, il comandate della compagnia di Ozieri tenente colonnello Umberto Rivetti, il comandante della compagnia di Porto Torres maggiore Romolo Mastrolia. In prima fila le anziane madri di Walter Frau e Ciriaco Carru.

Il carabiniere scelto Walter Frau, 30 anni, e l’appuntato Ciriaco Carru, 32 anni, morirono in un conflitto a fuoco con una banda di malviventi che - come emerse successivamente - , si apprestavano ad assaltare due portavalori sulla Sassari-Olbia e avevano a questo scopo rubato una betoniera. La loro presenza in quella zona isolata della Piana di Chilivani venne notata e fu segnalata alle forze dell’ordine, e Carru e Frau, in forze al nucleo radiomobile della compagnia di Ozieri, si recarono sul posto. Mentre erano in procinto di arrestare l’uomo che si trovava alla guida della betoniera, i due militari furono trucidati dai complici armati di kalashnikov ma riuscirono comunque a uccidere uno dei malviventi e ferirne un secondo. Due eroi, grazie al cui sacrificio si poté sventare la rapina e arrivare in pochi giorni a sgominare l’intera banda. Una vicenda mai chiarita totalmente e i familiari da anni chiedono che venga riaperta l’inchiesta per scoprire anche quei componenti della banda che non sarebbero mai stati scoperti. (b.m.)