Una Festa dei Candelieri all’insegna della tradizione

Tutto esaurito nei locali pubblici grazie alla massiccia presenza dei turisti  Nessun incidente ha turbato la Festha Manna, solo pochi malori dovuti al caldo

SASSARI. Una “tranquilla” discesa dei Candelieri, quella che si è conclusa nelle prime ore del Ferragosto, quando anche il cero dei Massai ha fatto il suo ingresso nella chiesa di Santa Maria in Betlem. Per una serie di piccoli intoppi, infatti, la Faradda ha accumulato ritardi su ritardi, soprattutto nel primo tratto del lungo percorso che da piazza Castello arriva a Santa Maria, e questo ha impedito che il voto dei Sassaresi venisse sciolto entro la mezzanotte del 14 agosto. Come vuole la tradizione.

Ma questo è stato l’unico neo di una manifestazione praticamente perfetta, grazie all’impegno dei gremianti, delle forze dell’ordine, delle associazioni che hanno contribuito all’organizzazione della Faradda. Ed è stato il solito, impareggiabile, affascinante spettacolo: undici ceri, addobbati per l’occasione, e quasi tutti arricchiti dai nastri - li betti -, condotti a spalla da otto portatori guidati dal capo candeliere che detta i passi e le movenze delle coreografie provate davanti alle sedi dei gremi, mentre il tamburino batte il tempo della danza.

Uno spettacolo che ha affascinato principalmente i tanti turisti che martedì pomeriggio si sono distaccati dal binomio mare-spiaggia per immergersi nella più pura espressione della sassareseria.

Una presenza che ha fatto felici anche i tanti locali pubblici che hanno fatto registrare il tutto esaurito: dai ristoranti ai pub, dalle pizzerie pub alle gelaterie. Una festa anche per i bilanci di diversi esercizi commerciali.

L’edizione di quest’anno, inoltre, è stata caratterizzata dalla mancanza di incidenti, se si esclude qualche malore dovuto al caldo afoso di martedì sera. Per il resto è stata una tranquilla Faradda che per qualcuno era forse un po’ sottotono.

Come accade da qualche tempo, poi, l’amministrazione comunale ha affrontato il giudizio dei cittadini, un giudizio “severo ma non troppo” quello di quest’anno, che potrebbe aver rincuorato sindaco, esecutivo e consiglieri municipali. Una Faradda all’insegna della tradizione, come hanno sempre voluto i vertici dell’Intergremio, che quest’anno ha visto la novità dell’omaggio dei Candelieri al monumento ai caduti della Grande Guerra della Brigata Sassari.

Una tradizione spezzata, con l’accordo di tutti, per ricordare con
un minuto di silenzio la tragedia di Genova. Poi la “folle” discesa verso la chiesa di Santa Maria in Betlem per concludere una giornata di festa che si era aperta con l’allegria della “vestizione” dei Candelieri che martedì mattina aveva animato il suggestivo centro storico di Sassari.

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