Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

L’incubo di chi abita a pochi metri dalle isole ecologiche

PORTO TORRES. Sta trascorrendo notti insonni da mesi tra il rumore del vetro delle bottiglie e la puzza nauseabonda dei rifiuti ammucchiati nell’isola ecologica di via Roma. «Ho chiamato più volte l’a...

PORTO TORRES. Sta trascorrendo notti insonni da mesi tra il rumore del vetro delle bottiglie e la puzza nauseabonda dei rifiuti ammucchiati nell’isola ecologica di via Roma. «Ho chiamato più volte l’azienda Ambiente 2.0 per sapere quando sarebbero stati rimossi quei contenitori – ricorda Emanuele Faedda che abita di fronte all’isola ecologica – e mi è stato risposto ripetutamente che hanno un accordo con l’amministrazione comunale per spostarli a settembre: un altro giorno al telefono mi hanno passato il responsabile della ditta, il quale mi ha detto invece che le isole sarebbero state spostate nei primi giorni di ottobre». I cittadini protestano per lo scarso decoro in cui versa gran parte del centro storico – causa le montagne di rifiuti presenti soprattutto nel fine settimana vicino alle isole – e ancora non conoscono esattamente se e quando avverrà la rimozione dei contenitori. «Il giorno di Ferragosto è stato terribile – racconta Faedda –, perché essendo costretto a restare casa ho dovuto subire odori di ogni tipo che provenivano dai cassonetti. Anche ieri notte, esattamente alle 4 e 45, qualche commerciante ha fatto il suo lancio del vetro infischiandosene altamente di chi abita nelle case vicine: credo sia noto a tutti che in questo spazio c’é gente che vorrebbe riposare, invece per noi l’incubo è senza fine sempre perché concesso dall’amministrazione». Una situazione invivibile per chi lavora fuori città ed è costretto ad alzarsi molto presto la mattina con pochissime ore di sonno. «Non posso permettermi di cambiare casa per avere la tranquillità che merita la famiglia – conclude Faedda –, e come dovere di cittadino riprendo solo verbalmente chi abita poco lontano da via Roma e viene a conferire senza diritto rifiuti con buste utilizzate per la spesa». (g.m.)