Ponti, Province sarde al collasso: le manutenzioni aspettano

Sassari interviene con propri fondi sul viadotto di Siligo: ci rifaremo sull’Anas

SASSARI. L’ondata di antipolitica ha travolto le Province. La stessa ondata però ha travolto la riforma che le avrebbe dovute cancellare. Oggi dunque le Province continuano a esistere ma con le casse sempre più vuote. Un problema che avanti ormai da anni tra gridi d’aiuto e mancate risposte. Una vertenza senza fine tornata alla ribalta dopo il crollo del ponte Morandi di Genova.

Da anni le Province sono costrette a fare i salti mortali per garantire la sicurezza sulle strade. E il paradosso è che si trovano a pagare di tasca lavori e restyling che non sarebbero di loro competenza. Emblematico è il caso del ponte di Mesumundu, nel comune di Siligo. Nel 2009 un mezzo pesante che transitava sulla 131 andò a incastrarsi proprio sotto due travi del cavalcavia. Un incidente che ha costretto la Provincia a ordinare senso unico alternato e stop al transito dei mezzi pesanti in attesa che venisse dato il via libera ai lavori di messa in sicurezza.

Guido Sechi, commissario della...
Guido Sechi, commissario della provincia di Sassari

Ci sono voluti 8 anni, e solo il pugno duro del commissario della Provincia di Sassari, Guido Sechi, ha potuto sbloccare la situazione. «Quei lavori erano di competenza dell’Anas – spiega –, perché è vero che il ponte è della Provincia ma l’automezzo passava sulla 131. La stessa assicurazione del camion ha pagato l’Anas, mica noi. Ma era assolutamente necessario metterlo in sicurezza. Di certo eserciteremo l’azione di rivalsa nei confronti dell’Anas». E così dopo 9 anni la telenovela del Mesumundu, tra scaricabarili e pronunce del Tar, si appresta a volgere al termine entro un paio di settimane. Ma la Provincia di Sassari, assicura il commissario, continuerà la sua attività di monitoraggio.

«Abbiamo già predisposto delle somme per le verifiche di strade e ponti – dice Sechi –. La prossima settimana faremo un briefing per mettere a fuoco e con urgenza i punti che presentano le maggiori difficoltà. Su questo cammineremo spediti, gli incarichi saranno affidati a ingegneri strutturali per le verifiche e se ci saranno da fare interventi con urgenza li faremo. Introdurremo anche il metodo dei sensori, che serviranno a monitorare i ponti e le varie infrastrutture».

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Tra i primi viadotti sotto osservazione ce n’è uno a Ittiri, anch’esso sulla 131. «Faremo subito un sopralluogo, ho visto delle foto su Facebook e verificheremo se presenta delle criticità». Su alcune opere la Provincia di Sassari è già in fase avanzata. Per esempio sulla strada 24, nel territorio di Alà, i lavori stanno per essere affidati. «Ho ereditato 8 milioni dalla vecchia Provincia di Olbia Tempio e li ho subito messi a gara e potremo così eliminare tutti i pericoli». Rispetto alle altre Province, Sassari è quella che sta meglio, merito anche dei soldi arrivati grazie alla fusione con la Gallura. «Noi abbiamo grandi problemi a gestire l’ordinarietà ma per la infrastrutture non abbiamo difficoltà a reperire fondi perché la Regione ha già finanziato le opere, già da quando era assessore Maninchedda. Un lavoro che ora viene portato avanti da Balzarini. Inoltre il ministero dei Lavori pubblici ha stanziato altri 20 milioni per le manutenzioni stradali».

Più difficile è la situazione a Oristano, che a differenza di Sassari ha sempre chiuso i bilanci con quasi un anno di ritardo. «Se la Regione ci dà le risorse e noi non riusciamo ad approvare i bilanci, quei fondi vanno in avanzo di amministrazione e bisogna aspettare il bilancio successivo – dice il commissario Massimo Torrente –. Noi per tre anni abbiamo approvato il bilancio a novembre, quest’anno per fortuna siamo riusciti a fine luglio. Ma solo perché lo Stato ci ha restituito 5 milioni che anni fa avevamo versato in più». La priorità della Provincia di Oristano è il viadotto di Santa Chiara a Ula Tirso.

Massimo Torrente, commissario a Oristano
Massimo Torrente, commissario a Oristano

«Noi in realtà alla Regione avevamo chiesto un finanziamento ad hoc – dice ancora Torrente – ma ci hanno risposto picche. Per questo motivo abbiamo dovuto utilizzare somme che avevamo deciso di destinare ad altre opere. Abbiamo dato gli incarichi per gli accertamenti geofisici sul terreno e confido che i lavori verranno eseguiti a breve. Il ponte è attualmente aperto al traffico ma con limitazioni di transitabilità per i mezzi pesanti. In realtà, i problemi non dovrebbero essere di carattere statico, c’è molto allarmismo perché nella stagione estiva la fessura sul manto stradale si dilata». Sotto osservazione anche qualche altro ponte nella zona di Bauladu, un territorio in passato colpito da una alluvione.
 

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