Sassari, i resti del castello di nuovo sott’acqua

Non è la solita falla nella vecchia condotta: i tecnici Abbanoa a caccia di perdite dalle cisterne private

SASSARI. L’acqua ritorna ad allagare il Barbacane, unica vestigia rimasta del Castello aragonese scriteriatamente abbattuto dai sassaresi a fine ’800. Ma questa volta sembra escluso che colpevole sia una perdita dalla vecchia condotta idrica che attraversa piazza Castello: adesso si indaga sulle cisterne private nell’area, da cui potrebbe arrivare il fiume sgorgato ancora una volta una ventina di giorni fa nella struttura difensiva sotterranea.

Oramai chiusa alle visite dal maggio dello scorso annoproprio a causa dei ripetuti allagamenti. Motivi di sicurezza avevano consigliato il Comune a sbarrare il monumento, sito archeologico della Rete museale Thamus e, dopo Monte d’Accoddi, il più visitato da cittadini e turisti. Non si può condurre il pubblico in un percorso melmoso e scivoloso e dove quasi non si riesce a respirare per l’altissimo tasso di umidità. Condizioni che impediscono anche alle guide di poter lavorare.



I tecnici di Abbanoa stanno eseguendo controlli anche di notte utilizzando dei particolarimacchinari, i geofoni, sensori capace di captare le onde che si propagano nel terreno e quindi le falle della rete. Ieri mattina una squadra del gestore del servizio idrico era al lavoro per ulteriori verifiche, per esaminare altri i pozzetti. Ma purtroppo ancora non si è trovata l’origine. Gli accertamenti sono stati finora eseguiti, d’intesa con i manutentori degli edifici, nei depositi d’acqua del Banco di Sardegna e della caserma La Marmora senza però alcun esito. Non è da lì, infatti, che migliaia di litri si riversano nel Barbacane. Non sono state rilevate tracce di umidità nemmeno nel rifugio antiaereo di piazza Castello a cui conduce un tunnel che si sviluppa per una quarantina di metri partendo dal palazzo delle Poste in via Brigata Sassari. Praticamente tutte le condotte a monte di piazza Castello sono state esaminate, ma senza risultati.

Abbanoa continuerà anche a sondare il sottosuolo dei due grattacieli, altri edifici che hanno grandi riserve d’acqua. Questa mattina le indagini sotterranee proseguono, nella speranza che la falla possa essere finalmente individuata.

E intanto restano in azione le pompe per aspirare l’eccesso di acqua che ha invaso il tunnel. Pompe attivate dalla società di manutenzione dei siti della Rete Thamus prima di ferragosto, non appena il Barbacane si è riempito. La Discesa dei Candelieri si avvicinava ed era meglio non rischiare.

La tubatura che attraversa l’area del Barbacane, e che in passato è stata responsabile degli allagamenti risale agli Anni Sessanta ed è già stata programmata la sua sostituzione integrale, fanno sapere da Abbanoa che ha già comunicato a Palazzo Ducale l’avvio dell’intervento. C’è intanto da chiedersi se questo fiume che si allarga nel sottosuolo, a lungo andare, non possa provocare danni più gorssi. Nel frattempo un danno lo ha sicuramente procurato alle casse del Comune che da oltre un anno ha perso gli introiti delle visite al monumento.


 

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