Sassari, acrobazie in Porsche: «Chiedo scusa ai vigili»

Parla il conducente: «Ho fatto quel video solo per provocare i rosiconi della chat». Ha 28 anni, possiede 39 auto di lusso, diverse Ferrari: «Non sono uno spaccone»

SASSARI. La Porsche, per oggi, l’ha lasciata a riposare in garage. Biondo, occhi azzurri, Rolex al polso, elegante, 28 anni, Aperol spritz sul tavolo. «Ho fatto una cazzata – dice – ma vi prego, non chiamatemi spaccone. È una parola che non mi si addice. Chiedo scusa a tutti e soprattutto ai vigili. L’ultima cosa che volevo fare, in quel video e in quella conversazione, era prendermi gioco di loro».

Sassari, burnout con la Porsche davanti al Tanit: beccato dalla polizia mentre gira il video SASSARI. Il titolo del video recita: “è andata di lusso”. Ma forse quello più giusto dovrebbe essere: “Era andata di lusso”. Un giovane di 28 anni ha eseguito un burnout martedì pomeriggio in via Caniga davanti a Tanit e Poltrone e Sofà. I vigili lo hanno fermato e multato con 28 euro. Ed ecco spiegato il titolo “è andata di lusso”. Perché tutta la sequenza è stata filmata da un suo amico e la clip è stata pubblicata sui social. Ma è arrivata anche ai giornalisti e agli stessi vigili urbani. E qui l’epilogo cambia. Il filmato infatti evidenzia tutte le violazioni commesse: la multa da 28 euro sale a 450 con sospensione della patente. “Era andata di lusso”. Articolo nel giornale in edicola e nella sua versione digitale


Come è andata, martedì pomeriggio, in via Caniga davanti a Tanit?
«Avevo appena eseguito il burnout. Appena si sono avvicinati gli agenti la prima cosa che ho fatto è stata alzare le mani e dire: sì, lo so bene, sono un minchione. Io non fuggo dalle mie responsabilità. E ho spiegato cosa stava succedendo».

Si è reso conto di aver fatto una manovra molto pericolosa, a traffico aperto?
«Anche se quella derapata fumosa sembra una acrobazia azzardata , in verità in quel momento non mettevo a rischio l’incolumità di nessuno. I miei due amici che riprendevano la sequenza, per una ventina di secondi hanno fermato le auto che arrivavano. Poi, quando avevo finito la sgommata, è arrivata anche la pattuglia».

leggi anche:



Ma qual è il senso del filmato? Perché l’ha girato?
«Quel video l’ho fatto per provocare i componenti di una chat Ferrari su Whatsapp. L’ho condiviso lì, una ventina di iscritti. Mica sui social. E col mio lavoro non c’entra niente. Quello dei possessori delle auto di lusso è un mondo spesso intriso di gelosie e rancori. La maggior parte è piena di debiti, con evasione fiscale alle spalle, però comprano vetture che non si possono permettere. Io sono pulito, contento, ho i soldi per acquistare e tenere le mie auto, e quindi mi odiano. Dicono che sono un esaltato. Vivono male le loro vite e la felicità degli altri. Allora, per farli incazzare, ho inviato questo video. L’ho intitolato “mi è andata di lusso” perché quella cavolata poteva costarmi la patente, e tutti loro avrebbero goduto. Invece ho avuto fortuna e me la sono cavata con soli 28 euro di multa. Tutto qui. La provocazione era rivolta a quei rosiconi, non ai vigili».

Cosa ci fa un 28enne alla guida di vetture da centinaia di migliaia di euro?
«Le auto sono la mia passione e il mio lavoro. Facendo da intermediario nella compravendita ho guadagnato soldi sufficienti per poter acquistare 39 auto, molte d’epoca, con Ferrari, Bentley, Porsche. Le tengo tutte dentro il garage. Le uso poco, la gente è invidiosa. Ho iniziato da zero, venendo dalla Germania senza un soldo a 22 anni. Un giorno mi sono proposto da un concessionario. Mi ha detto: vendi questa Lamborghini. L’ho piazzata a un americano, e ho ricavato i primi soldi. Poi ho continuato. Una volta ho fatto concludere un affare da 62 milioni di euro: una Ferrari 250 gto del 1972. Poi c’è chi i soldi li investe in case, chi deposita il denaro in banca: io compro auto e le rivendo quando ho bisogno di contanti. È il business più rapido e redditizio, perché il mercato di lusso non conosce crisi. E la mia attività mi porta in giro per tutto il mondo, dall’America al Qatar, e a frequentare industriali, politici, grossi imprenditori. Uno dei miei clienti fattura 40 miliardi l’anno».

Perché guida così veloce e soprattutto non lo fa in un autodromo?
«Lavoro 12 ore, e una delle poche valvole di sfogo è l’adrenalina, la velocità su una bella macchina. Ma anche se a volte premo sull'acceleratore o faccio evoluzioni, non metto mai a repentaglio la vita altrui. Non tocco alcol, mai fatto uso di droghe, uso sempre il bluetooth. Sono sopra le righe, e questo mi costa qualche multa. Ma chi è più pericoloso io o chi si mette al volante con tre birre in corpo, o usa il cellulare? Ho fatto corsi di guida, ho il brevetto da pilota, il burnout potrei eseguirlo bendato con una sola mano. So bene che certe cose si dovrebbero fare in un autodromo, e ho sbagliato. Ma non sono un pazzo e non metto a rischio l’incolumità della gente».

E quel video sulla Olbia-Costa Smeralda dove, a bordo di una Ferrari, supera le auto come fosse in un videogioco?
«Quando giro quei filmati spesso faccio una ricognizione col drone che mi dà le condizioni della viabilità. So se c’è un ostacolo davanti a me. Se non ho ancora fatto un incidente, un motivo ci sarà pure».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro