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Maltempo, sos della Regione al Governo: «In Sardegna è emergenza»

Il nubifragio a Bono

Danni alle colture e alle aziende, appelli degli assessori Spano e Caria. Servono più uomini e servono più risorse per fronteggiare un’estate pazza, segnata da nubifragi, grandinate e scariche di fulmini sulle case e sulle persone

SASSARI. Servono più uomini e servono più risorse per fronteggiare un’estate pazza, segnata da nubifragi, grandinate e scariche di fulmini sulle case e sulle persone. Un’estate che dopo una primavera tranquilla che aveva fatto tirare un sospiro di sollievo a chi lavora in campagna, si è trasformata in un incubo. Colture distrutte, produzioni dimezzate, pascoli trasformati in paludi. È una emergenza. Di fronte alla quale la Regione corre ai ripari chiedendo aiuto al governo.

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L’appello/1. Le procedure sono state avviate: «La Regione chiederà il riconoscimento dello stato di emergenza al Governo». L’assessore regionale all’Ambiente con delega alla Protezione civile Donatella Spano non ha perso tempo. Ora le amministrazioni comunali interessate dovranno procedere con le segnalazioni e le stime dei danni affinché la Regione possa inviare la documentazione con la richiesta della calamità naturale al Dipartimento nazionale di Protezione civile. Già a giugno la Spano aveva scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sottolineando la necessità di una maggiore dotazione del Fondo regionale di Protezione civile. «Al premier rinnovo le richieste di ulteriori risorse finanziarie e umane. L’ho informato della frequenza degli eventi alluvionali in Sardegna. Una situazione che già allora richiedeva la dovuta attenzione e che deve tener conto delle condizioni meteo di questi e dei prossimi giorni».

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L’appello/2. Anche un altro assessore fa un appello. Caria, responsabile dell’Agricoltura, si porta avanti. Sa già che sulla sua scrivania pioverà una valanga di richieste di risarcimenti per i danni causati dal maltempo. E di risorse, dopo i circa 100 milioni messi in campo tra il 2017 e il 2018 - cifra record a livello nazionale – all’orizzonte se ne vedono pochissime. Per questo, considerato che solo una quota minoritaria di agricoltori e allevatori otterrà ristoro attraverso le assicurazioni, è matematico che la stragrande maggioranza si rivolgerà alla Regione. Da questo deriva l’sos di Caria rivolto ai parlamentari isolani «a prescindere dalle appartenenze politiche», sottolinea «affinché si facciano portavoce a Roma delle problematiche della Sardegna. Gli eletti sardi siano ambasciatori in Parlamento e al Governo per il recupero di risorse da destinare alle nostre imprese agricole attraverso interventi ad hoc da inserire nella nuova legge di programmazione finanziaria». La speranza è che si faccia il bis rispetto a un anno fa, quando il governo precedente – grazie alla spinta dei parlamentari sardi – aveva destinato alla Sardegna nella finanziaria nazionale 25 milioni di euro.

Cento milioni. Sfiora questo importo la cifra destinata ai risarcimenti alle aziende, tra fondi nazionali e regionali. Di questi 100 milioni, 45 (regionali) sono già stati destinati al comparto ovicaprino. Gli altri, tra i quali figurano i 25 milioni assegnati dal Roma più 1,7 milioni del Fondo nazionale, e altri 20 regionali, devono solo essere ripartiti. C’è da scommettere che quando arriveranno a destinazione, le nuove richieste di risarcimento saranno già in viaggio.

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