Muffa nei vitigni, l’annata è disastrosa

A Bonnanaro vendemmia a rischio per la “botrite” e gli attacchi dei cinghiali

BONNANARO. La vendemmia 2018 è in pericolo per l’allarme botrite. I viticoltori sono allo stremo a causa dello sviluppo delle muffe ai vitigni. Ad aumentare la piaga si aggiungono gli attacchi dei cinghiali. «È un’annata disastrosa, la peggiore di sempre, non ci rimane che sperare in un miglioramento climatico. Solo così potremo salvare, se non la quantità, almeno la qualità del nostro vino» dichiarano i proprietari dei vigneti. La siccità e le piogge extrastagionali che hanno colpito tutta la Sardegna sono state deleterie per l’intero comparto agricolo e per il settore primario colpito da un disastro che sembra non aver fine. Alle condizioni meteorologiche avverse, nei giorni scorsi, si sono aggiunte grandinate di grave entità. E ora la situazione è davvero preoccupante per i viticoltori. Nei mesi scorsi i coltivatori avevano impiegato già molte risorse per far fronte a una delle principali malattie del vigneto, la Peronospora o Plasmopara viticola. Di origine fungina, la Peronospora è una delle più gravi malattie che penetra nelle cellule vegetali per sottrarre il nutrimento alla pianta causandone il deperimento. Già dai primi di maggio le piogge e il clima caldo ne avevano facilitato lo sviluppo al punto tale che un’alta percentuale di vigneti aveva perso l’intera produzione, mentre alcuni erano riusciti a evitare la catastrofe, ma non senza gravi perdite. Per sconfiggere questa infestazione abbiamo dovuto impiegare più del doppio delle cure e delle spese necessarie. Ma abbiamo visto dimezzato il prodotto».

Ora la paura è che le piogge, la grandine e lo sbalzo termico possano determinare lo sviluppo di un altro fungo altrettanto pericoloso per la vite, ossia la botrite o muffa grigia. «Questo fungo è molto più pericoloso della peronospora perché colpisce germogli, boccioli, frutti e fusto, penetra attraverso le ferite della pianta – ha dichiarato un viticoltore – Perciò, per scongiurare la perdita totale del frutto, oltre la stabilità climatica, sono necessarie delle cure biologiche altrimenti l’infezione provocherà la caduta dei grappoli». Da una prima stima generica il frutto pare stia tenendo, ma ciò non allevia le preoccupazioni dei viticoltori: «Alcune ore dopo il temporale sono andato nel mio vigneto per vedere cosa era successo. Le
uve bianche come il vermentino presentano già piccole lesioni dovute alla grandine, e da queste lesioni potrebbe partire la botrite. Ma a questa problematica se n’è aggiunta un’altra: i cinghiali che si cibano delle poca uva che siamo riusciti a salvare».

Daniela Deriu

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