Sanità ed emergenza: medici di base contro Regione e Ats

«Vogliono sostituire le guardie mediche col numero verde» Ma l’assessore Arru parla di potenziamento e non di tagli

SASSARI. I medici di base della Provincia di Sassari lanciano l’allarme sulla situazione sanitaria e sugli scenari che si profilano nell’immediato futuro. Il riferimento è al “Piano dei fabbisogni”, dell’Ats, relativo alla gestione della non emergenza, che prevede l’attivazione del numero telefonico unico, 116117, con conseguente graduale superamento del Servizio di Continuità Assistenziale (Guardia Medica) su tutto il territorio isolano. Ma questa preoccupazione, stando alle dichiarazioni dell’Assessore alla sanità Luigi Arru e agli investimenti previsti dall’Ats, sembrerebbe non trovare riscontri. Per cui c’è un grave difetto di comunicazione tra Regione, Ats e medici di medicina generale, e questo cortocircuito diventa preoccupanti, perché il miglioramento del servizio sanitario si basa sul coinvolgimento e il contributo di tutti gli attori, e i medici di base hanno proprio un ruolo centrale. Vediamo in cosa consiste la querelle.

Il timore dei medici di base è che una centrale operativa possa sostituire i punti guardia in ciascun ambito territoriale e che una voce all’altro capo del telefono possa sostituire fisicamente il sanitario. «Un sistema di ricezione delle richieste di assistenza primaria nelle 24 ore che prende il posto del contatto diretto fra medico e paziente – dice Tonino Satta, segretario provinciale del Fimmg – quel contatto diretto che spesso è parte integrante della terapia e serve a cementare il rapporto fiduciario. Sarà notevolmente ridimensionato il numero delle guardie mediche, ci saranno sempre meno posti letto per chi ha necessità di un ricovero, si rimarrà senza assistenza primaria, particolarmente nei centri più piccoli e decentrati , visto il fenomeno a cui già oggi assistiamo della mancata sostituzione dei medici di base andati in pensione, giustificata dall’impossibilità di reperire personale sanitario disponibile, ma che potrebbe tradire una strategia di dimensionamento anche dei servizi territoriali o comunque l’intenzione di apparire economicamente virtuosi, mostrando un bilancio meno passivo a fine anno». Le conseguenze, secondo il sindacato, sarebbero queste: «A questo punto il sovraccarico del Pronto Soccorso del Santissima Annunziata, con file sempre più lunghe, sarà inevitabile, le liste d’attesa per visite specialistiche e strumentali avranno tempi improponibili per un paese sviluppato, il servizio di emergenza-urgenza (118) sarà sempre più in affanno e il piatto di una sanità pubblica sempre più inadeguata è servito. Insomma, meno presidi sul territorio e meno posti letto negli ospedali. Una sanità, quella del Sassarese, che rischia il tracollo, a meno di ripensamenti capaci di riqualificare e valorizzare i servizi esistenti e disporre di una dotazione di posti letto sufficiente ai bisogni della popolazione, di un potenziamento del servizio di Guardia Medica, del Pronto Soccorso e del servizio di Emergenza-Urgenza». Ma i progetti annunciati dalla Regione e ribaditi dall’Ats sembrerebbero andare in questa direzione. Arru infatti ha annunciato il potenziamento delle guardie mediche, soprattutto in un’area critica come quella di Sassari. E il numero unico, un’iniziativa a livello europeo e nazionale, servirebbe proprio per un migliore indirizzamento dei pazienti verso le guardie mediche, evitando il sovraffollamento del pronto
soccorso. Anche i medici di base, nelle intenzioni del nuovo piano sanitario, avrebbero un ruolo cruciale nell’instradare correttamente i pazienti verso la corretta assistenza, e verranno coinvolti in questo progressivo lavoro di alleggerimento del pronto soccorso di Sassari.



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