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L’isola delle incompiute, fermi 250 milioni di euro

Il palazzetto dello sport a Ozieri, i lavori sono iniziati negli Anni 90

L’anagrafe dei cantieri: la Sardegna arranca con 87 interventi bloccati. Nell’elenco ci sono dighe, strade, strutture sportive e scuole: molti non vedranno mai la fine

SASSARI. Un piccolo balzo in avanti, ma il traguardo per ora non si vede. L’isola resta indietro e nella classifica delle opere pubbliche incompiute riesce a fare meglio solo della Sicilia, maglia nera a livello nazionale. Nell’isola il 2017 si è chiuso con il taglio del nastro per 13 interventi in attesa da anni, per altri 87 la conclusione è lontana. E chissà se mai arriverà. Tra progetti finanziati e lasciati a metà o addirittura mai iniziati, oppure terminati ma non collaudati, nel limbo ci sono strade, scuole, strutture sportive, impianti idrici e fognari, teatri, cimiteri, case popolari e molto altro. Tutti insieme valgono quasi 250 milioni di euro: è la somma complessiva finanziata e messa in freezer in seguito allo stop ai cantieri. Per chiudere i quali, considerato che molti progetti sono stati modificati con conseguente crescita dei costi iniziali previsti, è stato stimato che servirebbero almeno altri 45 milioni.

Andamento lento. La fotografia delle opere pubbliche incompiute rivela che nel 2017 i cantieri hanno avuto una accelerata. In tutta l’Italia (a parte poche eccezioni) compresa la Sardegna. A livello nazionale le incompiute sono 647, cioè 105 in meno rispetto alla fine del 2016, pari al -14%. L’isola è in linea, con -13,1%, ma sconta i ritardi del passato, in particolare dello stesso 2016 quando l’elenco delle incompiute si era allungato. Dal quadro nazionale – elaborato attraverso il Simoi, Sistema informatico di monitoraggio delle Opere Incompiute composto assemblando l’insieme degli elenchi anagrafe pubblicati dalle Regioni e Province autonome - viene fuori infatti che la Sardegna è una delle regioni in cui i cantieri pubblici arrancano più che altrove.

L’elenco. Sono 87 in totale le incompiute isolane, 86 di interesse regionale e una sola di interesse nazionale: si tratta del completamento della strada 127 Sassari-Tempio, nel tratto più vicino alla città gallurese. Una incompiuta che rischia di diventare eterna, considerato che se ne parla da 40 anni: l’obiettivo è eliminare i tornanti alla fine del percorso, nella zona della Fumosa, ma tra espropri e polemiche che sconfinarono anche in inchieste giudiziarie, il progetto si è arenato. E non c’è ottimismo neppure per la maggior parte delle altre opere incompiute, tutte di valenza regionale, alcune delle quali sembrano essere nate con la luna storta. Per esempio, la diga di Cumbidanovu sull’Alto Cedrino, l’unica diga in costruzione in Italia. Il progetto, del 1986, è affondato nella polvere. A quell’anno risale il via ai lavori, subiti interrotti e ripresi nel 2003. Poi ancora stop e guai infiniti, negli anni recenti legati all’alluvione Cleopatra che ha pesantemente danneggiato il cantiere. Il risultato è che l’opera, il cui ente appaltante è il Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale, è stata realizzata solo per metà ed è dunque inutilizzabile. In gioco ci sono oltre 54 milioni di euro. Lo stesso Consorzio di bonifica ha in carico un’altra opera la cui conclusione appare lontana: si tratta dei lavori di ampliamento del serbatoio della diga di Maccheronis sul fiume Posada: il costo previsto sfiora i 19 milioni di euro, la percentuale di lavori eseguiti sfiora il 60%. Ma a differenza delle diga di Cumbidanovu, l’opera è classificata con la lettera B (quella che ricorre con maggiore frequenza), per nulla incoraggiante: significa infatti che i lavori, avviati, risultano interrotti entro il termine previsto dal contratto per l'ultimazione perché non ci sono, al momento, le condizioni per fare ripartire il cantiere. Cumbidanovu, invece, è accompagnata dalla lettera A: vuol dire semplicemente che il termine dei lavori è stato superato ma non esclude la ripartenza. La lettera C invece, marchia l’autodromo di Arborea, un mega progetto per la Formula 3, kart e moto, realizzazione di un autodromo, che si è arenato praticamente sul nascere: appena il 5,57% dell’opera è stato realizzato, perché, come sancisce la lettera C, non è stato superato il primissimo collaudo in quanto l’opera non risulta risp quanto l'opera non risulta rispondente al progetto esecutivo. Nell’elenco ci sono anche alcuni palazzetti dello sport, per esempio quelli di Ozieri (valore 5 milioni) e di Nuoro (4,2 milioni): il primo difficilmente vedrà luce, per il secondo c’è speranza anche se la percentuale di lavori già realizzati – neppure il 15% – smorza l’ottimismo.

I cantieri del Ministero. Anche le opere del Ministero delle Infrastrutture nell’isola viaggiano con il freno a mano tirato. Sono 70 gli interventi in corso di realizzazione, tra questi l’unico di interesse nazionale (insieme ad altri 31 distribuiti nella Penisola) è la strada a quattro corsie Sassari-Olbia, più altre 69 opere divise tra nuove o già realizzate e sottoposte a interventi di manutenzione. Nel sito Opencantieri del Mit è riportata una fotografia aggiornatissima della situazione con indicazioni precise sullo stato dei lavori di ogni singolo cantiere, l’avvio, il termine previsto e il finanziamento iniziale e le varianti che fanno lievitare i costi. La maggior parte delle opere – strade, reti ferroviarie, interventi aeroportuali – è quasi sempre in ritardo rispetto alla tabella di marcia. E in alcuni casi non è possibile prevedere una nuova data di fine lavori.

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