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Odio razziale, il sindaco di Sassari: «Salvini semina, ecco i frutti»

E nel 2015 anche il primo cittadino di Sorso aveva segnalato i commenti razzisti 

SASSARI. «Quando abbiamo dei ministri che incitano all’odio, quando ogni giorno si soffia sul fuoco dell’intolleranza, questi sono i frutti che si raccolgono. Non c’è da stupirsi». Il sindaco Nicola Sanna è deciso a denunciare tutti gli autori dei post comparsi ieri su una pagina Facebook. «Certe frasi sono di una violenza che fa rabbrividire. La gente si sente in diritto di proferire qualsiasi nefandezza e in maniera del tutto irresponsabile. Dice di voler bruciare vivi i nomadi, o di sparare anche ai bambini con una disinvoltura che fa spavento. Questa impunità deve finire, le parole hanno un loro peso specifico, anche da un punto di vista penale. L’incitazione all’odio razziale non è tollerabile. Così come la diffusione di notizie false che alimentano ancora di più i sentimenti più beceri. Io posso capire la situazione di disagio vissuta da alcune famiglie senza lavoro, capisco la crisi economica, ma non siamo in una situazione che può giustificare una simile xenofobia. Sassari non è una città allo sbando. E tutto questo mi dà una grande amarezza».

C’è un precedente del 2015. Il sindaco questa volta è quello di Sorso, Giuseppe Morghen. Una famiglia rom con otto bambini a bordo di una roulotte si era insediata nell’agro. La notizia aveva scatenato una vera e propria rivolta da parte degli abitanti della zona, e il risentimento era sfociato su Facebook come un fiume in piena di razzismo e odio. Anche in quell’occasione il primo cittadino si era rivolto alla magistratura: «Frasi vergognose, denunciamo tutti». (lu.so.)