Sassari, prof di matematica coltivava marijuana: arrestato

Il docente dell’istituto professionale è stato scoperto dai carabinieri: in casa 12 piante e 300 grammi di canapa già essiccati

SASSARI. Quando i carabinieri hanno bussato alla porta della sua villetta nelle campagne di Ottava ha capito subito il motivo di quella visita inaspettata. Forse solo in quel momento - davanti alle divise e al mandato di perquisizione - Alessandro Pancrazi, 55 anni, originario di Livorno ma residente da tempo in città, ingegnere e docente di matematica all’istituto Professionale, ha capito che quella sua piccola piantagione di marijuana cresciuta nel giardino di casa poteva aver dato nell’occhio.

E in effetti le dodici piante - verdi e rigogliose - scoperte e sequestrate dai militari del nucleo operativo della compagnia di Sassari nel suo terreno erano così alte da essere ben visibili dalla strada.

Alcuni degli arbusti - sradicati e portati via dai militari dell’Arma - superavano infatti i due metri e mezzo di altezza. Dopo aver sequestrato le piante giovedì sera i carabinieri hanno deciso di estendere la perquisizione al resto dell’abitazione del docente. Dentro casa il professore custodiva altri 300 grammi di marijuana già essiccata e tritata, pronti per il consumo.

A quel punto per l’uomo è inevitabilmente scattato l’arresto con l’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti. Il docente non deve aver considerato infatti che coltivare marijuana in Italia, a differenza di altri stati che hanno legalizzato la cannabis, è ancora un reato. Fino a qualche anno fa coltivare canapa indiana in casa senza incorrere in sanzioni era tollerato dalle legge, a patto che il numero di piantine fosse tale da consentire l’uso personale.

Ma una recente sentenza della Cassazione ha evidenziato che «costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività non autorizzata di coltivazione di piante dalle quali siano estraibili sostanze stupefacenti, anche quando sia realizzata per la destinazione del prodotto ad uso personale». Dall’altro canto il docente potrebbe appellarsi ad altri casi per cui la stessa Cassazione ha stabilito che una coltivazione di poche piantine di marijuana destinate al consumo personale non è, per definizione, destinata ad incrementare il mercato, e perciò, non essendo idonea a ledere il bene protetto dalla norma incriminatrice, non è punibile.

In attesa di difendersi nel corso del processo, durante il quale cercherà certamente di dimostrare che la marijuana sequestrata era destinata all’uso personale, ieri mattina in tribunale il docente ha scelto la via del silenzio.

Difeso dall’avvocato Marco Manca, il professore ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al giudice Salvatore Marinaro e al pubblico ministero Antonio Piras.

Il giudice ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri e disposto

nei confronti del professore dell’Istituto Professionale la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Sassari e il divieto di allontanarsi dalla sua abitazione nelle ore notturne fino al giorno del processo che si celebrerà il prossimo 11 settembre.

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