La tragedia dei Pintor e i pericoli della 129, parte la petizione

Anche Pattada aderisce alla campagna #adessobasta I due fratelli, diretti in Goceano, morirono su quella strada  

PATTADA. Prende piede in tanti comuni del Nuorese e del Sassarese la petizione #adessobasta che denuncia le gravi condizioni in cui versa la strada statale 129 (trasversale sarda). Anche Pattada si è mossa per sensibilizzare e denunciare le precarie condizioni in cui versa l’arteria. L’anno scorso, nel giorno di Natale, due ragazzi – i fratelli Matteo e Francesco Pintor – persero la vita in quella strada. La petizione è promossa dagli amici di Giovanni, fratello dei due giovani Pintor.

E quel 25 dicembre i due ragazzi stavano andando proprio a Pattada, paese di origine della loro madre, per il pranzo a casa della nonna materna.

Tutto il paese pianse con Nuoro, dove i ragazzi vivevano. La petizione ha l’obiettivo di raccogliere il dissenso per le condizioni in cui versa, da lungo tempo la 129 che collega due capoluoghi di provincia. Strada diventata negli anni, per le numerose carenze di interventi di ristrutturazione e di manutenzione, teatro di tante morti e tragedie familiari. In prima linea in questa battaglia anche il sindaco di Pattada Angelo Sini: «Quell’arteria è frequentata ogni giorno anche da noi pattadesi. Non possiamo chiudere gli occhi. I fratelli Pintor sono anche nostri figli, figli della nostra terra. Per questo mi impegnerò nella sensibilizzazione anche verso gli altri Comuni del Logudoro e del Goceano». A Pattada la petizione si può firmare in municipio e nelle attività commerciali. La raccolta di firme era nata nel sito “Change.org”, ne arrivarono diecimila ma per l’invio in Regione serve di più. Le firme raccolte verranno poi consegnate al comitato dei sindaci nato a gennaio tra i Comuni di Nuoro, Orotelli, Bottidda, Bortigali, Macomer, Silanus e tanti altri già impegnati nel rivendicare una maggiore sensibilità delle istituzioni per la messa in sicurezza della 129. «Il maggior
numero di incidenti – si legge nella petizione – si sono verificati in particolar modo dal chilometro 63 in poi». La petizione sarà poi presentata al Consiglio regionale e alla giunta Pigliaru affinché, con il gestore Anas, possano intervenire nella ribattezzata strada della morte.

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