Bonifiche e chimica verde «Basta parole, ora si cominci»

Il segretario generale della Uiltec-Uil Giovanni Tavera suona la sveglia e chiede un tavolo permanente «Ambiente e innovazione, l’industria può essere ancora al centro dello sviluppo del nostro territorio»

SASSARI. «Gli iter autorizzativi dei progetti Eni e Syndial - sul fotovoltaico e il piano delle bonifiche - sono stati sbloccati da oltre un mese e non si hanno ancora notizie certe e rassicuranti sulla riformulazione del Protocollo della chimica verde nell’area industriale di Porto Torres». Il segretario generale della Uiltec-Uil Giovanni Tavera suona la sveglia su una delle partite più importanti per il territorio, con la preoccupazione che la “ripresa” possa andare ben oltre l’inizio dell’autunno. Un anno e mezzo di incontri e confronti tra i sindacati, Eni e Regione non è stato sufficiente finora per arrivare alla sottoscrizione di un documento che possa dare certezze e piena sostenibilità “industriale” alla realtà Matrìca.

«Troppo tempo si è perso – sostiene Tavera – per trovare la “quadra” istituzionale e per concretizzare lo sviluppo di un progetto valido dal quale dipende il futuro economico di un intero territorio. La Uiltec a vari livelli ha sempre sostenuto l’economia verde come modello economico a cui tendere, con scelte politiche chiare, rispondendo all’esigenza di offrire uno sviluppo responsabile, equo, solidale e in grado di riattivare energie lavorative e risorse in tutte le aree territoriali del nostro Paese, riducendo diseguaglianze territoriali e professionali sempre più evidenti e intollerabili e recuperando capitale umano oggi sottoutilizzato o disperso».

Una impostazione che rispecchia nel dettaglio la condizione industriale del sito di Porto Torres: «C’è da tenere presente l’aspetto occupazionale con 120 neoassunti e centinaia di lavoratori dell’indotto, ma non possiamo dimenticare l’alto valore aggiunto di ricerca e innovazione, elementi decisivi e fondamentali per affrontare le sfide della globalizzazione. Come Uiltec siamo del parere che il rapporto tra industria, territorio, ambiente e le stesse risorse agricole va valorizzato come un volano effettivo di sviluppo realizzando un sistema di misure economiche, normative, tecnologiche e formative anche al fine di garantire un rapporto equilibrato tra attività produttive, tutela della salute, dell'ambiente e crescita di nuove attività economiche».

La risorsa ambientale come elemento strategico, dunque, per la crescita di un territorio duramente segnato dall’impatto dell’industria vecchio stampo. «Una straordinaria opportunità di sviluppo per il nostro territorio ma anche per l’intero Paese – sottolinea Giovanni Tavera –. Per questo la lotta al continuo, e non più controllabile, utilizzo della plastica e il conseguente inquinamento, è un tema oggi sempre più attuale che va affrontato con proposte concrete e incisive che tendano alla promozione e utilizzo di prodotti bio, compostabili e biodegradabili. Non si può attendere ancora di più, il tema dell’industria 4.0 incombe sul nostro territorio come un treno che potrebbe non passare più».

Il segretario generale della Uiltec-Uil chiede di evitare gli “inquinamenti della campagna elettorale”: «Ci aspettiamo che il Governo e la Regione Sardegna diano una vera spinta politica istituendo un tavolo permanente sull’economia verde nel quale definire una strategia complessiva, monitorando le modalità di attuazione delle scelte con una tempistica chiara e degli strumenti da mettere in atto, ma con il potere di intervenire per eliminare ostacoli e ritardi al fine di far decollare definitivamente l'economia verde e l’innovazione tecnologica ad essa collegate. Tutto questo con la finalità di creare nel nostro territorio una importante filiera produttiva di bio plastiche realizzando la prima e più grande riconversione industriale del nostro paese.
Per il nostro territorio e per la Sardegna, il Progetto di chimica verde è il segnale di come l’industria possa ancora essere il volano dell’economia di un intera regione, se così non fosse siamo pronti alla mobilitazione se le nostre istanze non avranno un seguito positivo».



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