Sassari, via Tavolara è un far west tra risse, droga e rapine

Continuano le indagini della squadra mobile dopo l’aggressione a un pensionato. I controlli sono quotidiani ma la gente ha paura: «Col buio è meglio non passarci»  

SASSARI. Quando l’ambulante pachistano smonta la sua bancarella di bigiotteria e coloratissime cover per smartphone, l’ultimo autobus per le borgate imbocca la parte bassa di corso Margherita di Savoia e il gabbiotto che ospita la biglietteria dell’Atp tira giù le serrande, è consigliabile girare alla larga da qui.

Con il calare delle tenebre questo tratto di città - quasi costantemente in penombra grazie ai fitti rami delle querce - diventa ancora più buio e deserto e per attraversarlo da soli dopo una certa ora occorre una bella dose di coraggio o di incoscienza.

Ma per trovarsi nei guai in via Tavolara, assistere a qualche rissa o qualche traffico illecito non c’è bisogno di attendere il tramonto.

«Su quelle panchine iniziano a spacciare dalla mattina presto» assicura un commerciante della zona che in cambio dell’anonimato racconta senza problemi quello a cui assiste tutti i giorni da qualche metro di distanza. «Laggiù dove ci sono le fermate degli autobus - spiega indicando le pensiline dell’Atp - è possibile acquistare droga a tutte le ore. Non è un mistero - aggiunge - basta fermarsi un attimo a guardare cosa fanno quei ragazzi buttati tutto il giorno sulle panchine e i ragazzini che gli ronzano intorno. Credo che le forze dell’ordine sappiano esattamente quello che accade qui mattina e sera - conclude - ma non capisco perché non intervengano».

La presenza delle forze di polizia in realtà da queste parti è quotidiana. Dopo la rapina di sabato scorso a un anziano pensionato, a cui un giovane di colore ha puntato un coltello alla gola e si è fatto consegnare 400 euro, anche ieri mattina gli agenti della squadra mobile sono tornati in via Tavolara.

Gli investigatori hanno acquisito altre immagini dalle telecamere presenti nella zona e stanno cercando di stringere il cerchio intorno al rapinatore solitario. Da queste parti sono una presenza fissa anche gli agenti della polizia locale. Nel parco giochi dove giocano i bambini è facile imbattersi negli agenti di prossimità in bicicletta e nella parte bassa dei giardini - quella da sempre ritenuta più pericolosa - ogni tanto il passaggio del nucleo motociclisti fa storcere il naso a chi cerca di nascondersi tra i viali per vendere qualche dose di droga. «Io vengo qui tutte le mattine - racconta Mario Soliveras, pensionato sassarese di 67 anni - e sinceramente non mi è mai capitato niente di brutto. La sera però preferisco non passarci - aggiunge - dopo una certa ora non mi sento sicuro». E un certo fastidio lo accusano anche le mamme che tutti i pomeriggi portano i bambini a giocare sugli scivoli e le altalene. «Non è possibile che i nostri bambini debbano respirare il fumo della marijuana che arriva costantemente da quelle panchine - spiega una mamma che teme ritorsioni e non vuol farsi fotografare - il problema è che quando qualcuno prova a lamentarsi - conclude la donna - riceve insulti e minacce e dunque è meglio tacere». A fare da deterrente, con la loro presenza costante, ci sono anche gli autisti degli autobus che spesso, non solo a bordo dei mezzi pubblici, sono costretti anche a fare i poliziotti.

«In via Tavolara vediamo di tutto - spiega Antonio Umberto Spanu, autista dell’Atp - ma purtroppo davanti a prepotenza e maleducazione possiamo solo cercare di richiamare
alla calma e proteggere i passeggeri». L’ultima rissa, partita dopo una violenta lite tra cani feroci, è finita con l’aggressione di due agenti della polizia locale. L’aggressore, un giovane di 20 anni, era finito in manette ma è già stato rimesso in libertà con l’obbligo di firma.

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