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Sassari, in 722 con il sogno del camice

Al palazzetto i test di ammissione a Medicina e Odontoiatria: «Qui si passa solo se si è preparati»

SASSARI. In quella mischia di giovani con facce tese e sorrisi sfoggiati all’occorrenza per smorzare la tensione c’è anche chi ha le idee molto chiare e non tradisce alcuna emozione: «Sono qui perché il mio desiderio è quello di diventare un medico. La formazione è importante e per superare questo test bisogna studiare tanto. Ma quando una persona è motivata ha buone possibilità di realizzare i propri sogni». Sicuramente quello di Danila Fois, di Bultei, un diploma allo Scientifico di Bono, è proprio indossare il camice bianco: «Medicina d’urgenza, se devo scegliere una specializzazione – puntualizza con lo sguardo determinato – Sono brava a mantenere la calma anche nelle situazioni improvvise di pericolo». Ed è sufficiente osservarla e ascoltarla per capire che è davvero così.

Erano 722 i candidati che si sono presentati al PalaSerradimigni per il test di Medicina e Odontoiatria dell’Università di Sassari. Centoventi i posti disponibili per il primo corso di laurea e ventitré per il secondo. Puntuali, alle 8.30 – copia del documento di identità in mano – tantissimi giovani sono arrivati in città da tutta la Sardegna per provare a inseguire un sogno e cominciare a disegnare il proprio futuro.

Michela Marongiu, di Bosa si presenta per la terza volta: «Il primo anno ho fatto Farmacia, il secondo Medicina con i corsi singoli e ora eccomi di nuovo qui con la speranza, stavolta, di farcela e poter quindi passare direttamente al secondo anno». E per essere il più possibile preparata, Michela non si è limitata allo studio matto e disperatissimo chiusa in una stanza di casa sua: «Ho deciso di frequentare un corso privato che ti dà la possibilità di fare anche diverse simulazioni, due al giorno in una settimana. Cosa mi fa più paura? Le domande di matematica e fisica, perché dalle scuole superiori non puoi uscire con una preparazione adeguata in queste materie e quindi rappresentano sempre un rischio».

I giovani sognano in grande, gli adulti che li accompagnano – pochi quelli che si sono visti ieri in via Pietro Nenni – sono più pragmatici: «Non è come ai nostri tempi – dice un padre di Tuili, ex poliziotto, partito alle 5.30 dal Medio Campidano per accompagnare la figlia a Sassari – In passato per i giovani c’erano molte più possibilità di trovare lavoro. Oggi non è così e a volte si devono tentare anche strade lunghe e complesse». Come una laurea in Medicina, per l’appunto. «A mia figlia non ho mai detto cosa sarebbe stato meglio fare per il suo futuro, ho lasciato che fosse lei in piena autonomia a decidere – aggiunge – Ha voluto questo e io sono qui con lei». Inizio della prova alle 11, quattro ore a disposizione per terminare i quiz.

Mirko Mocci, bosano, diploma al Classico e un anno già fatto in Biologia così come Francesca Meloni e Martina Basoni, entrambe di Budoni, spiegano quanto sia importante arrivare a questo appuntamento con un buon bagaglio di conoscenza: «Bisognerebbe frequentare dei corsi di preparazione già dal quarto anno delle superiori, perché dopo il diploma si è stanchi e non si ha molta voglia di buttarsi subito sui libri». Tra gli ostacoli le domande sulla logica: «Chi ha mai fatto logica a scuola? È un terno al lotto». E poi c’è anche chi arriva da Olbia, come Isabella Murgia: «È il secondo tentativo – dice “sorretta” dallo sguardo complice della madre – studio Psicologia a Firenze ma il mio sogno è la psichiatria». «Quest’anno è meno tesa – aggiunge la mamma – ha studiato e lavorato contemporaneamente in un B&B, vedremo come andrà». Bisognerà aspettare il 18 settembre quando il Cineca, per conto del Miur, pubblicherà la graduatoria.