«Lascio una città più sicura dopo anni di auto bruciate»

Il capitano Romolo Mastrolia cede il comando della compagnia dei carabinieri Nell’ultimo anno l’arresto dell’accoltellatore di un militare e del piromane seriale

PORTO TORRES. Negli ultimi cinque anni la cronaca nera cittadina ha raccontato diversi episodi di criminalità che hanno impegnato su più fronti la compagnia dei carabinieri di Porto Torres e i militari delle sedi periferiche. Cinque anni intensi di indagini, per i militari, sotto la guida capitano Romolo Mastrolia, comandante della compagnia di Porto Torres, che però da lunedì prossimo assumerà il comando della compagnia dei carabinieri di Udine.

Su tutti le due rapine a mano armata al tabaccaio di via Balai e alla gioielleria di via Manzoni, le oltre cento auto bruciate in varie zone del territorio comunale, il disoccupato che voleva far scoppiare una bombola di gas davanti al palazzo comunale, i numerosi arresti per maltrattamenti in famiglia e per contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.

I colpevoli della rapina al tabaccaio erano stati individuati dal personale della squadra mobile di Sassari e a conclusione di una serrata attività investigativa aveva portato all’arresto e alla custodia in carcere due pregiudicati di Sassari e Porto Torres.

Sulla rapina alla gioielliera, invece, i carabinieri della compagnia di Porto Torres avevano trovato parte della refurtiva nascosta nel terreno di una fitta vegetazione sulla zona costiera che si affaccia al mare.

Il disoccupato che voleva fare scoppiare la bombola, rischiando di fare una strage agli avventori che erano seduti nel vicino bar, era stato arrestato dai militari e interrogato dal Gip all’interno del carcere di Bancali.

Al posto del capitano Mastrolia è stato nominato il capitano Danilo Vinciguerra, comandante della compagnia di Seregno, che si insedierà in questi giorni al comando della caserma di via Antonelli.

Il capitano Mastrolia ha salutato la settimana scorsa tutti i militari della compagnia, compresi quelli delle sedi staccate, ricordando il lungo periodo trascorso assieme a colleghi che hanno sempre mostrato umiltà e tanta professionalità nel portare avanti il lavoro di indagine. «Voglio ricordare due episodi – ha detto -, accaduti entrambi lo scorso luglio, che hanno segnato in maniera importante il mio passaggio a Porto Torres: il primo è quello relativo alle indagine subito dopo l’accoltellamento del brigadiere Roberto Frau - arrivato in una casa del quartiere di Serra Li Pozzi per sedare una lite familiare - che hanno mostrato l’amalgama dei militari della compagnia e di quelli delle sedi dipendenti nel cristallizzare la scena del crimine e nel condurre 11 ore di mediazione con l’aggressore».

L’accoltellatore era stato poi arrestato e si trova tutt’ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio. «L’altro episodio – ha aggiunto – è relativo all’arresto di uno, o forse dell’unico incendiario delle autovetture
di Porto Torres: il lavoro corale della Compagnia, con l’aiuto determinante di alcuni testimoni, ha permesso durante la notte stessa di arrestare quello che era l’autore degli atti incendiari. La riprova è che da 5 mesi la città dorme sonni tranquilli».

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