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Tula, il sindaco Satta al comitato zona franca: «Applichiamo la legge»

TULA. Il sindaco di Tula Gino Satta rimanda senza mezzi termini al mittente le accuse di “mancanza di correttezza etico-politica” avanzate dal portavoce del comitato Pro Zona Franca di Tula che nei...

TULA. Il sindaco di Tula Gino Satta rimanda senza mezzi termini al mittente le accuse di “mancanza di correttezza etico-politica” avanzate dal portavoce del comitato Pro Zona Franca di Tula che nei giorni scorsi ha attaccato l’amministrazione comunale rea, a suo dire, di un comportamento omissivo e di non svelare eventuali considerazioni o intenzioni sul tema. «Sono letteralmente sobbalzato dalla sedia quando ho letto le dichiarazioni dell’ex consigliere comunale Claudio Meloni che ritengo assolutamente lontane dal reale svolgersi dei fatti – ha dichiarato Satta. Abbiamo sempre cercato di dare risposte, scritte o verbali, ai nostri cittadini per ogni questione ci venisse sottoposta ma quando si utilizzano gli atti come grimaldello per spostare tutto sul piano politico allora le cose cambiano». La questione zona franca sino ad ora ha creato dibattito e azioni anche eclatanti e il comitato tulese muove i passi nella piena convinzione che ci siano basi solide per applicarla se il comune dovesse dare avvio all’iter e approvare gli atti. «Sono per natura possibilista e non penso mai che ci siano cose impossibili da realizzare ma il mio essere realista mi porta anche a confrontarmi con decreti, leggi e regolamenti che oggi rendono più che mai delicata la posizione di un amministratore – ha continuato il primo cittadino -. Quando il comitato è venuto da noi chiedendo l’applicazione della zona franca noi abbiamo richiesto un incontro con un loro esperto per avere un confronto sull’interpretazione delle norme e capire su quali basi normative si fonda l’operazione ma ci è stato risposto negativamente. Abbiamo prospettato allora un’altra soluzione che prevedeva l’indicazione di un soggetto terzo che potesse legittimare legalmente l’operazione, come ad esempio un Tar ed anche in questo caso abbiamo avuto un rifiuto. Se dobbiamo apporre delle firme in atti amministrativi che ci rendono totalmente responsabili davanti alla legge vorremmo perlomeno essere certi di non doverne poi rispondere penalmente e civilmente». La zona franca in effetti tocca materie assai delicate come il diritto costituzionale, fiscale o doganale e i dubbi e le perplessità degli amministratori logudoresi su esenzioni Iva e contributi previdenziali o su abbattimenti Irpef sono comuni a quelle di tanti che vorrebbero prima di tutto un pronunciamento chiaro da parte dello Stato o quantomeno della Regione. «Un atteggiamento fideistico verso la questione non è corretto poiché gli atti devono essere basati sempre su norme concrete – ha concluso Satta -. Ci sentiamo addosso la responsabilità verso i nostri concittadini che dobbiamo tutelare e mettere al riparo da qualunque forma di irregolarità legale e fiscale». Francesco Squintu