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A Nulvi la festa per la Madonna di Monte Alma

L’origine del culto potrebbe risalire a otto secoli fa. Sabato la processione solenne e un’ardia

NULVI. Quella collina solitaria e ventosa che domina buona parte dell’Anglona e che si staglia davanti al paese ha sempre rappresentato qualcosa di importante e di mistico fra le genti che hanno popolato questo angolo di Sardegna. Resti di un’antica presenza umana affiorano a pochi metri dal piccolo santuario che sorge al centro del tavolato, ruderi di un nuraghe quadrilobato e tracce di un importante villaggio di epoca nuragica. Una piccola altura che è divenuta sacra oltre che un “luogo dell’anima” per i nulvesi e per le genti dell’Anglona grazie alla festa mariana in onore della Madonna di Monte Alma che vi si celebra ogni anno e che ha origini molto antiche. Lo suggerisce il nome che sembrerebbe di radice spagnola e che letteralmente potrebbe significare “Monte dell’anima”, anche se l’origine del culto nei confronti di questa Madonnina miracolosa potrebbe essere molto più antica rispetto alle influenze aragonesi. La conferma è avvenuta grazie al restauro della piccola statua lignea policroma della Vergine da cui sono scaturite alcune importanti scoperte, sulla base delle quali si può ipotizzare che la radice della forte devozione mariana dei nulvesi risalga a molti secoli prima rispetto al culto della Madonna dell’Assunta, patrona della comunità, e possa essere nato proprio su quella stupenda collina. La statua infatti risalirebbe alla seconda metà del 1300 ed è stata realizzata utilizzando legno di tiglio, un’essenza mai utilizzata in Sardegna, che farebbe pensare che la scultura arrivi da fuori dell’Isola. Dal restauro del volto e del simulacro, sotto ben otto strati di precedenti interventi di pittura, sono riemerse le fatture e i colori originali del manufatto, un oggetto complesso e assemblato in diverse epoche. Proprio perché così preziosa quest’anno, come è già avvenuto lo scorso anno, la piccola statua non potrà essere portata in paese come si faceva in passato per poter essere venerata dalla comunità e per chiedere la sua protezione in vista della nuova stagione agraria alle porte. Invece della solenne processione i fedeli faranno questo sabato (8 settembre) un pellegrinaggio a piedi (dista quasi 5 km dal centro abitato) con il suo stendardo, sa bandela, che sarà scortato da tantissimi cavalli e cavalieri. Il lungo corteo prima dell’ingresso nella chiesetta rupestre esegue tre giri attorno al tempio secondo l’antico rito de sos inghirios e così fanno anche i cavalieri che danno vita ad una sorta di ardia. La processione si conclude con il tradizionale rinfresco offerto a tutti i fedeli dal comitato che si prende cura della ricorrenza. All’imbrunire all’interno della chiesa inizia la lunga veglia di adorazione che prosegue per tutta la notte mentre tutt’attorno si improvvisano falò e piccoli accampamenti per trascorrere la notte in festa. Da diversi anni è diventato una sorta di tradizione anche l’allestimento di un punto di ristoro da parte della storica squadra di calcio del paese che infatti si chiama proprio “Monte Alma”.

Mauro Tedde