Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

A Baddimanna cadono alberi, scatta l’allarme

Situazione critica e desolante dopo l’abbandono della pineta da parte dei titolari del Parco avventura

SASSARI. Finora si può dire che è andata bene, perché gli alberi si sono abbattuti su panchine e percorsi nel momento in cui non erano presenti persone, soprattutto bambini. Però l’allarme c’è, è stato rilanciato più volte ma senza alcun risultato.

É critica la situazione nella pineta di Baddimanna, dove si trova anche il Parco avventura: un grosso albero è crollato su un percorso pedonale, un altro è finito su una panca in legno. Altri alberi con radici superficiali e un carico di fronde pesante sono stati tagliati prima che potesse accadere qualcosa di grave.

Il Parco avventura per tre anni ha rappresentato un momento di riqualificazione e rilancio del sito. Da giugno tutte le attrezzature penzolano desolate e solitarie dagli alberi perché i gestori hanno deciso di abbandonare il campo.

«Ci dispiace – aveva scritto Giuseppe Caone, uno dei titolari della Discover Sardinia, che ha allestito quell’area ludica – ma è proprio per il rispetto nei confronti degli utenti che siamo giunti a questa grave decisione. Purtroppo però, preso atto dell’incuria, delle precarie e incostanti condizioni di decoro, pulizia, controllo, sicurezza e fruibilità dell’area di tutti questi 4 anni passati, con grande rammarico abbiamo deciso di non aprire per la stagione in corso». Una scelta fatta per tutelare la dignità e l’incolumità delle persone. Una decisione dolorosa perché il parco si sta lentamente spegnendo nella desolazione .

«Ci abbiamo investito oltre 100mila euro – dice Caone –. Se alla fine abbiamo deciso di rinunciare a tutto questo, di abbandonare il campo e aprire un nuovo parco avventura in un altro comune, è perché a Sassari non c’erano le minime condizioni per operare».