Individuati anche altri 2 complici

Il rapporto della polizia locale nelle mani del procuratore capo. Il 20enne arrestato resta in carcere

SASSARI. Gran parte dell’attività investigativa è stata completata e sono stati compiuti gli approfondimenti richiesti dal procuratore capo della Repubblica Gianni Caria, che segue direttamente l’inchiesta del pestaggio del giovane della Guinea avvenuto la sera del 10 settembre tra l’Emiciclo Garibaldi e le Magistrali. Ieri sul tavolo del Procuratore sarebbe arrivato il secondo rapporto, nel quale sarebbero indicati anche i nomi degli altri due giovani che - insieme a Pietro Silanos, 20 anni, sassarese, già in carcere con le accuse di lesioni e violenza con motivazioni razziali, avrebbero preso parte attivamente al pestaggio.

É molto probabile che nelle prossime ore la Procura faccia le sue mosse, anche se al momento non sono trapelati particolari. Era evidente, comunque, che sulla base delle testimonianze e degli elementi raccolti in fase di indagini dal nucleo investigativo della polizia locale, sotto la guida del comandante Gianni Serra, la ricostruzione del “branco” sarebbe stata possibile. Determinanti sarebbero state le immagini registrate dalle telecamere della zona. Fotogrammi che sono stati ingranditi, “ripuliti” e analizzati e che avrebbero consentito di effettuare poi i passaggi successivi delle indagini.

Pietro Silanos, il 20enne arrestato sabato scorso intanto resta in carcere a Bancali e dovrebbe essere interrogato nei prossimi giorni. Assistito dal suo legale, l’avvocato Paola Dessì (che lo aveva già difeso anche in un’altra occasione) avrà la possibilità di raccontare la sua versione dei fatti. Avrà anche modo di dire se davvero lui era il capo di quel branco di quattro o cinque persone (anche se solo tre si sono accaniti contro il giovane guineano) che ha pestato a sangue l’extracomunitario.

Le indagini potrebbero riguardare anche altri episodi che si sono registrati nell’area compresa tra i giardini pubblici di via Tavolara e l’Emiciclo Garibaldi (con aggressioni, minacce, rapine ai danni di ragazzini, coppie e anziani) e sui quali sono in corso attività anche da parte della polizia di Stato. L’obiettivo sarebbe quello di determinare se esistono “incroci” possibili nei quali potrebbero avere ruoli persone che già sono state identificate per altri reati.

Un lavoro delicato che procede
speditamente e che presto potrebbe arrivare alla fase conclusiva. Intanto sono stati intensificati i controlli e la vigilanza nelle aree considerate a maggior rischio e dove si sono registrati gli episodi più gravi dell’ultimo periodo (alcuni anche non denunciati dagli interessati).

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