A Burgos 420 firme per riaprire la strada

Il Comitato di cittadini: da due anni chiuso un tratto della provinciale 78, il traffico congestiona il paese

BURGOS. Ben 420 firme accompagnano la lettera di protesta del Comitato per la riapertura della strada provinciale 78 inviate al presidente della Regione, al commissario straordinario della Provincia, al prefetto, ai consiglieri regionali del Goceano e anche al parroco del paese per chiedere l’immediata riapertura della strada chiusa ormai dall’ottobre 2016 in seguito a una frana.

Il comitato, formato soprattutto da cittadini di Burgos, ha deciso di far sentire la sua voce direttamente alle autorità locali e regionali per rendere chiara la dimensione del problema: la chiusura al traffico di un tratto della provinciale 78 sta provocando intasamenti al traffico in tutto il paese, con disagi per pendolari, autotrasportatori, automobilisti che la percorrono transitando quotidianamente da e per Burgos.

Il Comitato chiede un urgente incontro con le autorità preposte per conoscere i termini esatti della questione, e per fare chiarezza sui motivi, e le soluzioni, di «quella che era stata indicata come una soluzione temporanea e di emergenza e che è oramai divenuta una scomoda consuetudine da circa due anni», ovvero appunto la chiusura della strada.

Il Comitato chiede chiarimenti anche sulle «vaghe – e a tratti infondate – “minacce” circa la franabilità del terreno che costeggia il punto di accesso, in cui non sono stati registrati in questo lasso di tempo distacchi, frane né cadute di massi importanti nonostante la contingenza di fenomeni atmosferici che avrebbero facilmente potuto causarli».

«È quasi superfluo – dicono dal Comitato – sottolineare i disagi causati dall’inevitabile congestione del traffico provocata dalla fruibilità di un unico punto di accesso al paese, sia nei normali giorni dell’anno sia anche e soprattutto in occasione di particolari giornate di festa o di eccezionale afflusso turistico legato ad eventi di grande richiamo a livello regionale».

Il Comitato richiede pertanto un incontro urgente con le autorità di competenza «attraverso cui i cittadini possano
anzitutto conoscere l’effettiva sussistenza del problema sicurezza scevro da sterili sensazionalismi o strumentalizzazioni politiche, e successivamente trovare una soluzione improcrastinabile all’inconveniente che è causa di forte insofferenza per tutta la popolazione». (b.m.)

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