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Gli artieri ancora precari passano alle vie legali

La stabilizzazione promessa non è arrivata e in nove diffidano la Regione A fine mese scade l’ennesimo contratto di lavoro nelle strutture ippiche di Agris 

OZIERI. Terminata la pazienza, arrivano le vie legali per gli artieri precari dell’Agris che, in attesa di stabilizzazione dal 2008 e dopo un’assunzione che sembrava essere stata decisa in via definitiva nel 2015, sono ancora incerti sul loro futuro lavorativo. L’ultimo contratto da loro firmato – l’ennesimo, dopo quasi tre anni di rinnovi di tre mesi in tre mesi, se non meno – scadrà il 30 settembre, ma nessuno sembra preoccuparsi delle loro sorti. Ecco quindi la decisione da parte di nove artieri di rivolgersi a un legale per far valere il proprio diritto a una stabilizzazione da lungo tempo promessa.

«Vista l’imminente scadenza dei rapporti di lavoro, ed anche in considerazione delle esigenze delle strutture dell’ex Istituto Incremento Ippico di Ozieri, Foresta Burgos e Tanca Regia – sollecita l’avvocato Pierdomenico Satta in una all’Agris , alla direzione generale regionale del personale, agli assessorati agli Affari generali e all’Agricoltura, infine, al presidente Francesco Pigliaru –, si rende urgente ed indefettibile l’avvio di processi di assunzioni coerenti con le necessita aziendali al fine di assicurare la funzionalità delle strutture. Ai prioritari fabbisogni di personale può farsi fronte con l’immediato avvio delle procedure di stabilizzazione delle nove unità. Esistono tutte le condizioni di legge propedeutiche all’attuazione di una immediata quanto necessaria iniziativa in linea di coerenza con le leggi fatte negli ultimi anni per il superamento del precariato, con la trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato per i nove artieri, tutti in possesso dei requisiti previsti dall’art.3 della legge regionale n. 37 del 23 dicembre 2016 ».

Il legale sollecita la Regione a rispondere entro quindici giorni, in caso contrario verranno avviate tutte le azioni necessarie. In poche parole, i nove artieri devono essere assunti in pianta stabile prima di tutto perché esistono le condizioni di legge, e in secondo luogo perché le strutture Agris dell’incremento ippico hanno bisogno di personale. La mancata assunzione è oltretutto illegittima, come già più volte detto dagli stessi artieri (l’ultima volta su queste pagine lo scorso luglio) e ora messo nero su bianco dal loro legale, che sottolinea che «i nove artieri precari sono stati assunti dall’amministrazione con contratti a termine superando abbondantemente il limite ben noto alla giurisprudenza comunitaria
come fonte di utilizzo illecito dello strumento negoziale». Nella nota del legale c’è anche spazio per una critica politica, laddove si sottolinea che «gli impegni assunti dal governo regionale sul percorso della stabilizzazione hanno bisogno di essere tramutati in atti concreti».

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