Il muraglione di San Gavino in degrado nell’indifferenza

La struttura monumentale si sta sgretolando ma nessuno interviene per metterla in sicurezza I maestri muratori assistono a questa agonia con rabbia. Intanto le tartarughe fanno il nido tra i massi 

PORTO TORRES. Il simbolo della città si identifica sin dai tempi antichi nel compendio monumentale di Monte Agellu dove si erge maestosa la basilica di San Gavino e il suggestivo muraglione che circonda il patio. Un luogo che fa da culla alla reliquie dei Santi Martiri Gavino, Proto e Gianuario. Oggi qualcosa è purtroppo cambiata, però, e quei luoghi sono in decadimento.

Degrado. Sul muraglione sono pesanti i segni del tempo. Non si contano le diverse segnalazioni fatte da cittadini, e non solo, sul decadimento inesorabile di una struttura che si affaccia tra l’altro su una strada urbana particolarmente trafficata a tutte le ore del giorno. L’ultima sistemazione del muraglione avvenne circa sessanta anni fa, poco prima dell’abbattimento delle case di piazza Verdi che lasciarono il posto all’attuale parco di San Gavino. Da allora in poi, invece, tante segnalazioni e nessun intervento per cercare di salvaguardare un patrimonio storico che dovrebbe rappresentare un vanto per la comunità locale.

Maestri muratori. Qualche anno fa un gruppo di maestri muratori portotorresi aveva lanciato una provocazione per preservare la struttura dall’usura del tempo e dall’incuria dell’uomo. Volevano offrire la loro manodopera a titolo gratuito, con la sola condizione che venisse fornito il materiale che occorreva. La legge però non consente che lavori di questa entità possano essere fatti grazie all’impegno e alla generosità dei singoli. Inoltre il compendio di San Gavino ricade sotto le competenze del ministero dei Beni Culturali, l’unico che può autorizzare opere di restauro e messa in sicurezza di beni storici e archeologici. Non può perciò un cittadino, pur essendo un esperto tecnico, eseguire lavori senza che sia stato approvato uno specifico progetto da parte della Soprintendenza, previsto un appalto e concluse le procedure burocratiche. Nel frattempo la struttura muraria sta diventando sempre più precaria e per alcuni esperti è ormai da allarme rosso.

Ultimo appello. «In questi giorni ho raccolto le lamentele di diversi maestri muratori – assicura l’imprenditore Antonello Viola –, che non tollerano la trascuratezza degli enti preposti verso un patrimonio archeologico di grande valore».

Le testimonianze. Il muratore Gavino Erre voleva mettere a posto, gratuitamente, i marciapiedi vicino alla Basilica e al muraglione. Per un altro maestro muratore, Mario Manunta, tutti gli enti si rimpallano la competenza ad intervenire. E allora la nuova provocazione: «Il materiale per mettere a posto il muraglione si può prelevare dalle cave di tufo che ci sono nell’agro di Ponte Pizzinnu e noi
ribadiamo di essere pronti ad offrire senza compenso la manodopera».

Nando Muroni ha la casa proprio di fronte al muraglione, e ogni giorno vede anche delle tartarughe che si infilano nei cunicoli rimasti vuoti della cinta muraria. Hanno trovato un nido dove nessuno li disturba.

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